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Combattere la povertà rafforzando le Istituzioni Pubbliche

Hands of poorness

Le parole del Premio Nobel per l’Economia Angus Deaton sono la cornice valoriale su cui si basa l’attività della nostra Fondazione e l’idea di intervento sociale e di filantropia che abbiamo.
“In tutto il mondo in via di sviluppo, i bambini muoiono perché nascono nel posto sbagliato, non per malattie esotiche e incurabili, ma per le malattie infantili di routine che noi sappiamo ormai curare da circa un secolo. Senza uno stato in grado di garantire un servizio ostetrico e pediatrico sanitario di routine, questi bambini continueranno a morire.
Allo stesso modo, senza la capacità del governo, le norme e la loro attuazione non funzionano correttamente, e di conseguenza le aziende hanno difficoltà ad operare. Senza il funzionamento corretto dei tribunali civili, non si può garantire che gli imprenditori innovativi possano rivendicare il compenso delle loro idee.
L’assenza della capacità governativa, ovvero dei servizi e della rete di protezione che i cittadini dei paesi ricchi danno per scontato, è una delle cause principali di povertà e miseria in tutto il mondo. Senza uno stato efficiente che lavori con cittadini attivi e coinvolti, non ci sono molte possibilità di ottenere la crescita necessaria per abolire la povertà globale.
Sfortunatamente, i paesi ricchi del mondo stanno attualmente peggiorando le cose. Gli aiuti stranieri, ovvero i trasferimenti dai paesi ricchi ai paesi poveri, hanno la loro rilevanza soprattutto in termini di sanità; grazie a questi fondi infatti molte persone che sono vive oggi sarebbero morte. Ma gli aiuti stranieri indeboliscono dall’altro lato il processo di sviluppo della capacità dello stato locale.
Le persone povere hanno bisogno di un governo per avere delle vite migliori.
Gli aiuti non garantiscono quello che ai poveri serve di più, ovvero un governo efficiente che lavori con loro oggi e domani.
Per questo – aggiungiamo – lavoriamo al rafforzamento delle istituzioni pubbliche come antidoto alla povertà e alle disuguaglianze.

© 2013 Fondazione Etica.
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