Fondazione etica chiede trasparenza


GROSSETO. Prima delle opere, la trasparenza. È la richiesta che arriva da Paola Caporossi di Fondazione etica, un appello ai candidati sindaco di Grosseto a non perdere la bussola della legalità e ad aderire al rating pubblico, un modello di valutazione e misurazione della trasparenza, integrità e performance delle amministrazioni pubbliche, al quale il Comune di Grosseto ha aderito mesi fa.
«A breve si entrerà nel vivo dei programmi elettorali che, prevedibilmente, conterranno molte belle promesse: quanti saranno, però, i cittadini disposti a crederci?», si chiede Caporossi. «Al di là dei nomi e dei programmi, infatti, a chi si candida alla guida della città spetta un compito difficile, che viene prima di tutti gli altri: ridare autorevolezza al Comune come istituzione pubblica. Questo vuol dire ripartire dal ruolo assegnatogli dalla Costituzione, che è perseguire il bene di tutti. Oggi suona come una ingenuità, quasi un’utopia, ma non ci sono scorciatoie: la fiducia dei cittadini si conquista solo ripartendo da lì». Ogni punto programmatico sarà credibile solo se prima i candidati diranno con chiarezza agli elettori come intendono amministrare, dice Caporossi. Il “come” prima del “cosa”.
«La trasparenza – dice ancora Caporossi – è la premessa di un Comune efficiente: chi lavora bene ha tutto l’interesse a far sapere come lavora. La trasparenza, infine, è la migliore prevenzione della corruzione: le clientele vengono scoraggiate da un Comune che rende conto dei propri fornitori e delle gare di appalto».
Fondazione etica ha pronti i risultati del lavoro di misurazione fatto in questi mesi «a stretto e proficuo contatto con l’ufficio preposto del Comune». I risultati saranno però divulgati dopo la campagna elettorale «per evitare facili strumentalizzazioni,

in positivo o in negativo», dice Caporossi.
Nel frattempo Fondazione etica chiede quale sia l’intenzione dei candidati sindaco: se sono disposti a impegnarsi su trasparenza, efficienza e prevenzione delle clientele, non a parole, ma con strumenti concreti come il rating pubblico.

Il Tirreno – 07 maggio 2016

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