La nostra mission

Fondazione Etica è una fondazione nazionale riconosciuta. È indipendente e no–profit.
Si occupa prevalentemente di innovazione nel sistema pubblico e nelle politiche sociali. E in particolare di:

  • innovazione nella pubblica amministrazione (in particolare, rating e benchmarking, smart cities, e-government, foia, open-data),
  • spending review (in particolare, monitoraggio della spesa pubblica),
  • prevenzione della corruzione (indicatori e alert),
  • processi partecipativi (civic engagement, cittadinanza globale, empowerment),
  • innovazione a impatto sociale (in particolare, nuove forme di finanza a impatto sociale, social inclusion, social cohesion, rigenerazione di beni pubblici in disuso).
  • ammodernamento delle istituzioni.

Crediamo che la contrapposizione tra pubblico e privato sia non solo sbagliata, ma improduttiva e dannosa. Il privato non è il “bene”, così come il pubblico non è il “male”, e viceversa. Vogliamo contribuire a far sì che la parola “pubblico” torni ad avere i connotati positivi che la Costituzione gli attribuisce, senza appiattirsi sulle caratteristiche proprie del mondo privato, ma diventandone partner nel perseguimento dell’interesse generale,

Non sono parole astratte, ma i valori che sono stati faticosamente affermati dopo le guerre sanguinose del primo novecento e sanciti da una Carta che era, e resta, pensata per tutti.

Per tornare a perseguire il bene comune e promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile, occorre innanzitutto migliorare la macchina pubblica, intervenendo sui due motori che la muovono: il sistema politico e il sistema amministrativo.

Una macchina pubblica che funziona, grazie a una pubblica amministrazione efficiente, un assetto istituzionale autorevole e moderno, un sistema politico che funziona, è la premessa necessaria perché un Paese possa progredire, economicamente e socialmente. Ed è su di questo che si concentra maggiormente la nostra attività, che definiamo di innovazione a impatto sociale.

Crediamo, infatti, che per rispondere alle tante emergenze del momento non si possa rispondere con metodi vecchi, quali, ad esempio, la delega in bianco alle organizzazioni no-profit per l’erogazione di servizi pubblici o la filantropia. Avremmo potuto e voluto dare vita anche noi all’ennesima associazione che si occupa meritevolmente di malati o di bambini: ci avrebbe dato sicuramente molte più gratificazioni e riconoscimenti. Abbiamo preferito, invece, intraprendere un lavoro più faticoso e meno riconosciuto, quale provare a intervenire a monte delle emergenze, agendo sui meccanismi decisionali e sulle politiche che li provocano o, quanto meno, non li risolvono. In altre parole, sulle Istituzioni e sulle regole. Non in astratto, ma con attività concrete.

Può sembrare un progetto ambizioso, ma, in realtà, è un percorso già avviato in altri Paesi del mondo, come Usa e Gran Bretagna, attraverso quelle attività che vanno sotto il nome di “innovazione a impatto sociale”: è evidente che servirà prima un ampio e profondo lavoro culturale per il loro pieno sviluppo.

L’etica ne è semplicemente la premessa, intesa come mezzo, come regola di comportamento pubblico: nulla a che vedere con il moralismo, quanto, piuttosto, con il concetto di responsabilità e di regolamentazione della corretta convivenza all’interno di una comunità.

 

> in alto: “Calendar-cake”, opera di Maria Letizia Cariello, donata a Fondazione Etica.

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