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Dicono che stavolta è quella buona: la legge elettorale verrà cambiata. Pare che stavolta la novità sia nella convergenza di interessi dei due maggiori partiti, Pd e Pdl.

Nell’inondazione di commenti sui risultati elettorali, conviene salvare alcuni dati di fondo. Semplici, scolastici quasi, ma capaci di far capire talora più di percentuali e calcoli sofisticati.

E’ uno strano Paese il nostro, in cui la memoria sembra funzionare a fasi alterne. Per giorni non si fa che discutere di un problema: che sia la crisi economica, la lentezza della giustizia o la legge elettorale.

L’attuale classe politica ha molte colpe, in Italia, ma quello della casta è uno stereotipo insidioso: la popolarità di cui gode rischia di coprire pericolosamente le colpe di altri e di ben altra consistenza.

  Da alcune settimane l’annosa questione della riforma del sistema elettorale è tornata prepotentemente alla ribalta, per diversi motivi. La nascita del governo Monti sta favorendo l’instaurazione di un clima di positiva collaborazione tra le principali forze politiche in Parlamento e il superamento delle sterili contrapposizioni frontali che hanno caratterizzato – con poche eccezioni –…

Nel testo in via di approvazione da parte del Senato, la conversione del dl 138 non prevede più l’obbligo, previsto dal maxiemendamento governativo, di indicare in sede di dichiarazione dei redditi e Iva i soggetti con cui si intrattengono rapporti finanziari.

Ad osservare quanto sta accadendo sulla scena politica italiana si ha l’impressione che si stia giocando una di quelle partite di campionato irrilevanti ai fini della classifica.

La consapevolezza del caos che nel nostro paese è generato in molti settori di attività economica dal susseguirsi di leggi incomplete e contraddittorie spesso non va al di là di una ristretta cerchia di addetti ai lavori. Non per questo, tuttavia, la grande maggioranza dei cittadini rimane al riparo dalle conseguenze negative delle scelte del…

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