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Paola Caporossi - Dir. FE

Paola Caporossi - Dir. FE

CV in English

È tra co-fondatore di Fondazione Etica, che dirige, oltre che presidente dell’Agenzia Rating Pubblico.  È coordinatore del GovLoc LabLUISS.

È specializzata in:
– innovazione e valutazione delle Pubbliche Amministrazioni, misurazione di performance e trasparenza, rating e benchmarking, e-government e open-government, smart cities;
– prevenzione della corruzione;
– processi partecipativi, civic engagement, capacity building;
– innovazione a impatto sociale e social impact investing, inclusione e coesione sociale.


Laureata cum laude in Scienze Politiche al “Cesare Alfieri” di Firenze, si è specializzata a Rutgers University (New Brunswick, N.J.) e all’Institut d’Etudes Politiques (Parigi) con Yves Mény.
‘E stata Visiting Scholar a Columbia University (New York) con Giovanni Sartori. È membro della Società Italiana di Scienze Politiche e dell’Albo degli Organismi Indipendenti di Valutazione presso il Ministero della Funzione Pubblica.

Nel 2015 ha fondato e presiede l’Agenzia Rating Pubblico, che si occupa della misurazione della trasparenza e della performance delle Pubbliche Amministrazioni e del loro benchmarking, nonché di processi partecipativi.
Dal 2008 è Direttore, oltreché Vicepresidente e Fondatrice, di Fondazione Etica, per la valutazione delle Pubbliche Amministrazioni e la prevenzione della corruzione; l’innovazione a impatto sociale e l’inclusione sociale; la modernizzazione delle istituzioni pubbliche.
Dal 2017 è Coordinatore del GovLoc Lab (Laboratorio di ricerca sui governi locali) di LUISS – Icedd.
Collabora con Anac, Regione Toscana, con il Comune di Cuneo, Grosseto e Milano.
Collabora, altresì, con  World Bank.
È stata docente per Eunomia– Scuola di Alta Formazione Politico Istituzionale.
È componente di Open Government Forum presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, Agenda Legalità e anticorruzione – Anci Lombardia. Lavora con Caritas.
Ha ottenuto riconoscimenti per Fondazione Etica da Confindustria, Cassa Depositi e Prestiti, Group of States against Corruption presso il Consiglio d’Europa.
È stata vicepresidente del CER (Centro Europa Ricerche) dal 2013 al 2016. Nel 2013 è stata componente del Cda della Fondazione GaragErasmus, per le tematiche giovanili.
Ha lavorato nell’ambito della ricerca sulla Pubblica Amministrazione per:
il CENSIS, il C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Università di Firenze, l’IRTSA (Istituto di Ricerca sullo Stato e l’Amministrazione), per il Dipartimento di Scienza della Politica dell’Università di Firenze, per l’A.ME.L.A. (Associazione Mediterranea e Latino Americana di Ricerca e Formazione).
Ha collaborato con l’ONU come analista della Missione della Santa Sede a New York.
Ha un‘esperienza pluriennale nell’analisi del rischio, di rating corporate, di progetti di investimento. Ha ricoperto il ruolo di coordinatrice del comitato scientifico di un’associazione bancaria.

Autrice di molti articoli su temi politici e sociali per quotidiani quali Huffington Post, Europa, Formiche, Il Tirreno, La Nazione, ha pubblicato papers sul tema della Pubblica Amministrazione, quali “La selezione dei migliori per la Pubblica Amministrazione” in Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione, oltre ad aver partecipato come relatrice in numerose conferenze.

Ha, altresì, pubblicato volumi quali:
W Le Regioni?”, P.Caporossi, Rubbettino Ed, 2019;
Nè smart nè open, intanto città“, P.Caporossi, Rubbettino Ed, 2018;
“Come rendere efficienti e trasparenti le amministrazioni pubbliche – Primo rapporto sui Comuni italiani tra luoghi comuni e sorprese”, P.Caporossi, Rubbettino Ed., 2017;
Il diritto dei cittadini a riusare spazi abbandonati – Esperienze di partecipazione attiva” – aa.vv., Cittadinanzattiva Ed., 2016;
Intellettuali e Popolo”, aa.vv., Effigi, 2014,
La riforma dei partiti in Italia. Perché conviene una legge sui partiti”, a cura di P.Caporossi, YCP, 2013;
“Il Federalismo che già c’è. La politica letta nei bilanci dei Comuni”, a cura di P. Caporossi e G. Gitti, Il Mulino Ed., 2011;
La comparsa. Perché il PD non è mai nato”, Pascale Ed., 2009,

Parla fluentemente la lingua inglese, conosce la lingua spagnola e francese.
Svolge da anni attività di volontariato civico e sociale. ‘E stata membro del “Comitato nazionale dei 45 saggi” che nel 2007 hanno scritto le regole per la nascita del PD, nonché responsabile nazionale del Forum sulla selezione delle classi dirigenti.

 

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Non basta scegliere un bravo candidato: il punto è perché lui, o lei, e non un altro o un’altra? Un Paese moderno stabilisce prima le regole di ingaggio, rende pubblici e dettagliati i requisiti richiesti e poi consente a tutti non solo di candidarsi, ma di poter effettivamente essere selezionati. Scontato? Non sembrerebbe

Al Sud non va tutto male: la Puglia riesce ad essere tra le Regioni quella con rating migliore. Non è vero che le Regioni del Nord sono automaticamente le miglior semmai non sono mai negli ultimi posti della graduatoria generale

Eppure il segnale c’era stato: se in una regione come l’Emilia l’affluenza alle primarie del 28 settembre era crollata (un settimo delle primarie 2013 e un terzo di quelle del 2012), il segnale andava colto. I cittadini cominciano ad essere stanchi di andare a votare quando i giochi sono già fatti. Non vogliono più essere chiamati a ratificare la scelta di un candidato la cui vittoria è stata decisa altrove e prima.

L’alternativa alla Bindi non è lo stile ladylike: tra Bindi e Moretti esiste, da sempre, una terzia via, che è quella delle donne che fanno della competenza, passione e merito il loro biglietto da visita in politica. Il problema per loro non è l’aspetto fisico, né l’età, ma, semmai, l’indipendenza, che ritengono non negoziabile, tanto meno per una candidatura.

Qui non si tratta di nominare due presidenti di una commissione interna, ma due componenti del più alto organo di garanzia dello Stato. Chiunque fosse chiamato a sceglierli dovrebbe sentire la responsabilità, quasi la sacralità, del proprio compito, e non mercanteggiare per un mero tornaconto.

È comprensibile, e persino giusto, che, all’inizio, per non restare invischiato nella melma dei palazzi romani Renzi abbia dovuto brandire il risultato elettorale come scudo contro chi gli remava contro. Ma ora può abbassare la guardia: smetta di circondarsi di fedelissimi e apra all’esterno, se non vuole diventare anche lui casta. Più moderna e innovativa, ma sempre casta. Non abbia paura di aprire alle competenze e alle capacità dei tanti, che magari non lo osannano, magari non vanno tardivamente alla Leopolda, magari lo criticano qualche volta, ma tifano comunque per lui, perché il suo Governo possa riuscire.

Il punto qui non è Cottarelli, come, del resto, non lo è stato, negli ultimi anni, né Giarda nè Bondi. Da parte nostra, abbiamo più volte messo in guardia dalla tentazione di personalizzare le funzioni, attribuendole a una sorta di super-eroe proveniente dall’esterno: una mossa dagli indubbi effetti mediatici – come, del resto, lo è stata quella di Cantone in un ambito molto diverso – ma anche dalle non indifferenti controindicazioni.

I fatti parlano da sé e invece si continua a ignorarli, trattando i barconi della disperazioni alla stregua di uragani stagionali dai quali ripararsi solo sbarrando porte e finestre. Ora arriva il conto, e non basterà fare summit a tavolino per trovare il modo di saldarlo.

Sulle riforme, ultimamente, sembra che l’attenzione sia tutta sulle alleanze politiche e non, come dovrebbe, sul merito delle riforme stesse.

© 2013 Fondazione Etica.
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