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Fernando Metelli

Fernando Metelli

Laureato in Economia e Commercio all’Università di Parma ha svolto diverse attività in campo bancario e finanziario. Consulente di direzione per importanti istituti bancari, è stato responsabile dell’Ufficio Studi e successivamente del Risk Management alla Banca Popolare di Milano. E’ ora responsabile Pianificazione Controllo e Gestione Rischi in Alba Leasing, società italiana di leasing delle banche popolari.
Autore di numerosi testi specializzati, “Il Rischio Finanziario” IlSole24 Ore 2001, “manuale del Risparmio gestito” IlSole24Ore 2003, è attualmente Presidente dell’Associazione Italiana Financial Industry Risk Managers

Nel corso di marzo sono previste le valutazioni dei ministri delle Finanze della zona euro e della Commissione europea, in particolare per ciò che concerne il debito. L’attenzione si volgerà ai Paesi che, al momento della presentazione della loro legge finanziaria, sono stati giudicati prossimi alla violazione delle regole del Patto di Stabilità (Austria, Lituania,…

L’avvio della Città Metropolitana di Milano è l’occasione buona per un potenziamento delle attività concernenti l’efficientamento energetico.

In un contesto in cui la ripresa tarda a giungere e le previsioni per il 2015 sono state riviste al ribasso, la neonata Città Metropolitana potrebbe svolgere un ruolo importante per ciò che concerne promozione imprenditoriale e innovazione, in uno sforzo teso a creare un benessere diffuso e più stabile.

In Europa è iniziata -si dice – una nuova fase e la scelta dei protagonisti di “Aspettando Godot”, a cui i policymaker si ispirano spesso, non può essere considerata adeguata. A inizio settembre uno spiraglio di sole era comparso con l’Indice della produzione industriale europea, salito a 101,5 in luglio, il massimo da due anni, grazie anche all’atteso aumento dell’export. Pochi giorni dopo la doccia fredda.

E’ vero che il Tesoro ha aumentato la propria liquidità, cioè lo Stato ha contratto più debiti di quanto ne avesse bisogno, approfittando dei tassi di interesse ai minimi storici.

In Europa il finanziamento dell’economia reale dipende molto dal credito bancario (due terzi contro un terzo negli Usa). Ma, come ricorda la stessa Commissione UE “(…) non è certo che le banche commerciali torneranno a detenere ai livelli del passato attività a lungo termine fino a scadenza”

Ecco perché è giusto e necessario chiamare a raccolta anche le classi dirigenti economiche e finanziarie del nostro Paese, affinché siano più attente alle strategie di lungo periodo, non solo corporativistiche bensì generali. In altri termini, per il bene comune

In Italia il PIL pro-capite, dopo l’espansione del Dopoguerra, ha iniziato a ridursi, ormai dai primi anni ’90. Mentre in altri Paesi europei (cfr. grafico, la Germania) il trend si è invertito, nel nostro Paese si è acuito.

Standard & Poor’s si attende, a fine anno, una contrazione del PIL 2013 del 1,8%, in uno scenario di persistente rischio paese che grava sullo Stato sovrano e quindi sulle imprese italiane. In generale, il quadro rimane difficile, sostiene l’agenzia, per i cosiddetti “Paesi periferici”.

Nel resoconto mensile dell’Associazione Italiana Bancaria, le statistiche sull’Italia mostrano che il totale dei presti concessi a imprese e famiglie, ancora in moderato aumento sino a novembre, mostra il segno meno a dicembre, tornando sui livelli di agosto 2011.

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