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Manovra anticrisi: equità e sviluppo

Il varo della manovra Monti – denominata anche manovra “Salva Italia” – benché “necessaria per salvare l’Europa, l’euro e l’Italia stessa, ha condotto tutti a chiedersi se poteva “essere più equa. Tante e diverse le reazioni alla dichiarazione del governo: “si è fatto anco

ra poco”!. Così, ad esempio, la Conferenza Episcopale Italiana è intervenuta nel dibattito dichiarando che in realtà “si è fatto poco per difendere le classi meno agiate”. Secondo tanti economisti e studiosi, sarebbe stato più opportuno agire contemporaneamente su due fronti: da una parte intervenire con prelievi fiscali e dall’altra incentivare la crescita.

In effetti, l’azione dello Stato dovrebbe – sempre e comunque, in tempi di crisi e di prosperità – ispirarsi e conformarsi al principio di sussidiarietà, creando opportunità e azioni favorevoli a progresso, sviluppo e occasioni di lavoro, nella ricerca del benessere delle persone. Lo stato dovrebbe avere – come compito primario – oltre quello

di pareggiare i conti e di eliminare gli squilibri di bilancio, anche e soprattutto quello di intervenire in ambito economico per stimolare le imprese e sostenerle, soprattutto nei momenti di profonda crisi economica come quella attuale. La neo-manovra, che di fatto colpisce sempre le stesse persone nonché le famiglie, ha invece accentuato l’incertezza nel futuro e gli operatori economici – che sono proprio quelli che sostengono l’economia e creano occupazione – guardano all’avvenire con ancora maggiore preoccupazione. Sarebbe fondamentale dare garanzie alle imprese con azioni concrete, con defiscalizzazioni, incentivi fiscali alle nuove imprese e sgravi tributari. Solo in questo modo, creando garanzie e sicurezza, si potrebbero gettare le basi per uno sviluppo economico generalizzato.

Lo Stato ha il preciso dovere di elaborare delle “opportunità di benessere” e di indirizzare le politiche economiche all’equa distribuzione di beni e servizi, alla crescita e allo sviluppo. Oggi più che mai è necessario un sistema fiscale ed una finanza pubblica equa ed efficiente, favorendo così la crescita dell’occupazione. E’ quindi urgente e fondamentale: sostenere le attività imprenditoriali, valorizzarle e premiarle; valorizzare tutte quelle iniziative sociali ed economiche che hanno effetto nella vita di tutti i giorni e quindi ovvie ripercussioni positive per le famiglie.

L’attuale crisi economica è principalmente dovuta alla divaricazione tra la globalizzazione e i falsi ideali del profitto a tutti i costi. Proprio per questo con la crescente globalizzazione senza marginalizzazione si è accresciuta la povertà. La sfida è proprio questa: utilizzare al meglio gli effetti positivi della consolidata globalizzazione, dando avvio alla ripresa e conseguendo il  benessere. Con la manovra appena varata, entreranno certamente nelle casse dello Stato delle risorse economiche, ma di fatto si svuoteranno le tasche delle famiglie! E’dunque indispensabile mettere mano – al più presto – alla ricerca di appropriate soluzioni e idonee strategie per dare nuovo impulso all’economia, creando imprese ed occupazione, restituendo fiducia alle famiglie. Solo così si potrà anche ridare credibilità allo Stato.

Massimiliano Casto – Tributarista Consulente del Lavoro

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