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Cosa può fare la Politica, come si dovrebbe farla

Cosa c’entrano i mercati finanziari con la politica, con le politiche degli stati nazionali e sovranazionali (es. UE), con le politiche pubbliche?

Iniziamo da una esperienza di pratica microeconomia. Alcune persone che conosco, e che hanno investito i loro risparmi in borsa per almeno 15-20 anni, mi dicono che tale meccanismo non ha mai portato loro utili. La media delle valutazione dei titoli è, nel periodo di loro osservazione, sempre discesa rispetto ai valori iniziali.

Quali conclusioni se ne possono trarre per il risparmiatore-piccolo investitore: che il mercato borsistico funziona per le imprese come un canale finanziario alternativo rispetto a quello delle banche. Istituzionalmente sono le banche ad essere investite del compito della raccolta del risparmio per renderlo disponibile al credito. Ma, con il mercato finanziario, il risparmio affluisce direttamente alle imprese che – in maniera figurata – si parcellizzano e si vendono a pezzi (ed a tempo). Ed il denaro a loro così affluito, costa anche meno di quello chiesto alle banche. Addirittura possono restituire al piccolo investitore assai meno di quello che hanno preso in prestito da lui. Si potrebbe dire che il tasso di interesse è invertito ed è pagato dal creditore al debitore. Ciliegina sulla torta: tale tasso presenta una crescita pressoché costante (vi è cioè una crescita costante dell’interesse negativo per il creditore). Tutto ciò considerato, sono anche le banche stesse ad approfittare di questa liberalità dei piccoli investitori, che ne hanno in cambio l’ebbrezza, il sogno del facile e grande guadagno. Questa semplificazione sottace un aspetto non secondario, quello cioè che l’impresa che inizialmente si è messa in vendita a pezzi, anch’essa perde del denaro mano mano che le sue quotazioni scendono (sempre ipotizzando che le quotazioni iniziali siano veridiche e non gonfiate). Dove finiscono tutti questi soldi che i piccoli risparmiatori hanno investito? In mano a pochi (o molti, ma non moltissimi, gruppi economico-finanziari nazionali ed internazionali). Ma il mio intento non è quello di indagare le modalità del migliore finanziamento delle imprese, né gli

errori nelle strategie finanziarie aziendali, né come investire oculatamente nel mercato borsistico, né come eliminare la speculazione finanziaria; parafrasando Rhett Butler, “Frankly, my dear, I don’t give a damn”. A me interessano le ricadute negative che si hanno quando anche le istituzioni pubbliche approfittano della truffa del mercato finanziario.

Continua…

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