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Progetto di ricerca: Come vengono spesi i soldi dei cittadini

La politica letta nei bilanci dei Comuni

Come può il cittadino valutare l’amministrazione del Comune in cui vive? Come può verificare la coerenza con le promesse fatte a lui stesso ed alla sua città nel periodo elettorale?

Il livello comunale è, sicuramente, quello in cui c’è un legame più forte e diretto tra elettore ed eletto, ed in cui, di conseguenza, è potenzialmente più facile il controllo del primo sul secondo. Eppure, spesso il nostro giudizio sull’Amministrazione si basa su opinioni, sul “sentito dire”, ed in generale su un accesso parziale ai dati reali.
Vorremmo, invece, contribuire ad aumentare il livello di consapevolezza dei cittadini, affinché siano in grado di esercitare al meglio il proprio diritto di voto, scegliendo sulla base di fatti e non di impressioni.

I bilanci
Le delibere sono sicuramente in grado di raccontare la politica di un Comune, ma ancora di più lo sono i bilanci: i numeri rappresentano i contenuti molto più di tante parole. Le delibere, infatti, possono dire cosa la Giunta ha deciso di fare, ma non automaticamente quanto consideri importante farlo: un Sindaco può firmare la delibera sull’assistenza domiciliare agli anziani, ma poi occorre verificare quante risorse finanziarie gli dedica di fatto, in termini assoluti, e soprattutto in termini percentuali. E’ il bilancio che può dire con chiarezza in quali settori un Comune ha speso di più e in quali di meno, con ciò raccontandone la linea politica molto più di tante parole.

Ciò è ancora più importante adesso che è stata abolita l’Ici: la prima reazione di molti Comuni è stata: “ora dovremo tagliare i servizi”, una risposta corale che si è levata sia dalle Amministrazioni di Centrosinistra sia da quelle di Centrodestra. Ma i cittadini stentano a cogliere la consequenzialità logica tra i due fatti: possibile che non ci siano altre voci da tagliare, magari quelle con minor ricaduta sulla qualità di vita di una comunità?

Il progetto
L’idea è quella di individuare, a campione, un Comune amministrato da una Giunta di Centro-sinistra ed uno amministrato da una Giunta di Centro-destra. Essi dovranno essere il più omogenei possibili per popolazione, estensione geografica e ricchezza.

Ai due Comuni verrà chiesto il bilancio dell’anno precedente l’abolizione generalizzata dell’Ici. In esso andranno analizzate le voci di entrata e quelle di spesa: quali e quante.

Verrà, poi, studiato il bilancio dell’anno successivo all’entrata in vigore della soppressione dell’Ici, per verificare se e come è variato il modo di spendere dei due Comuni in presenza di minori entrate; se, in altre parole, sono sensibilmente cambiate le percentuali di spesa di talune voci, e, soprattutto, di quali.

La comparazione sarà, dunque, cronologica, politica e geografica. Cronologica, perché saranno considerati almeno due esercizi di bilancio. Politica, perché verranno comparati i bilanci di due Amministrazioni di colore politico diverso. Geografica, perché verranno analizzati una coppia di Comuni per ognuna delle tre macroaree geografiche del nostro Paese – Nord, Centro e Sud – al fine di verificare se e come la dislocazione geografica incida sulle voci di bilancio, in termini non solo quantitativi.
Oltre ai dati bilancio, utilizzeremo quelli emersi da alcuni studi, come quello recentemente pubblicato dalla Fondazione Civicum, che ha analizzato i bilanci di cento Comuni italiani. Sono previsti anche colloqui ed interviste agli Amministratori comunali.

L’aspetto divulgativo
Il progetto, utile in sé, lo diventa ancora di più in vista delle scadenze elettorali dell’anno prossimo, con il rinnovo dei consigli regionali, e ancora di più tra due anni, con il rinnovo di molte amministrazioni comunali.
Prenderemo in esame, infatti, quei Comuni le cui Giunte siano prossime alla scadenza, in modo da poter presentare i risultati della nostra analisi come occasione di confronto e di dibattito durante la campagna elettorale.

Innanzitutto, vorremmo fornire una base oggettiva sulla base della quale i cittadini possano verificare quanto e come hanno speso i propri Amministratori comunali, e soprattutto dove hanno tagliato a seguito della diminuzione delle entrate.

In secondo luogo, vorremmo mettere i dati in rapporto con il programma elettorale con cui la Giunta uscente ha vinto le elezioni, per vedere se i numeri, a consuntivo, corrispondono alle promesse, “in preventivo”.

I dati, in altre parole, dovranno così diventare uno strumento il più possibile semplice da mettere a disposizione dei cittadini per valutare e selezionare la classe dirigente del proprio Comune.

© 2013 Fondazione Etica.
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