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Trieste

Il capoluogo di Regione del Friuli Venezia Giulia ottiene la sufficienza fermandosi a 50%.

In 3 aree su 6 ottiene, infatti, score oltre la sufficienza, e in 3 al di sotto.

Nell’area bilancio lo score arriva in classe di rating Good, con 64.

Presenta, infatti, una bassa pressione finanziaria, con 853 euro p.c., cui corrisponde, in negativo, una bassa autonomia finanziaria (49%).

Alta la capacità di riscossione, che supera l’85%, mentre la capacità di spesa si ferma nella media.

Alta anche la rigidità di spesa, che supera il 31%.

Nessun ricorso alle anticipazioni di tesoreria, mentre risultano nella media del campione sia la spesa per investimenti (9%) che il debito pro-capite (524 euro).

In Good, con 63%, si colloca lo score della governance, dove Trieste vanta una buona Relazione della performance, con una chiara e dettagliata rendicontazione del raggiungimento degli obiettivi.

Positiva anche la rendicontazione sulle società partecipate, con un prospetto riepilogativo chiaro e aggiornato, anche se, poi, le società risultano 7, di cui solo 4 in attivo.

Modesta, invece, la rendicontazione del patrimonio immobiliare, cui corrisponde, tuttavia, un gestione attiva delle locazioni attive e passive, che chiudono con un saldo positivo di quasi 13 euro p.c.

Appare scarsa l’offerta di open data, ma nella media del campione sono il numero di procedimenti informatizzati e il livello di digitalizzazione.

Passando all’area personale, lo score si abbassa a 20%. Innanzitutto perché risulta alta e, dunque, negativa, sia la spesa p.c. per il personale (482 euro), sia la sua incidenza sul totale spese correnti (30%).

Arrivano a quasi 16 i giorni di assenza per malattia e supera l’8% il ricorso al personale a tempo determinato.

Vicina al 100% la percentuale dei premi erogati su quelli stanziati (oltre il 98%), ma con un certo grado di differenziazione dei premi assegnati.

Nell’area servizi (score 65%), Trieste pubblica per settore il numero di procedimenti e servizi erogati, ma non il monitoraggio dei tempi medi di erogazione.

Ampia è l’offerta di servizi online, mentre sono nella media del campione sia le iniziative di rigenerazione urbana che di coinvolgimento attivo dei cittadini.

Alta, e dunque positiva, risulta la percentuale di richieste di accesso civico generalizzato accolte, anche se limitate numericamente (6 su 6), con 20 giorni medi di risposta.

Il basso score riportato nell’area appalti (30%) si spiega con la mancanza di accountability legata alla mancata pubblicazione del file xml sugli appalti e all’invio fallito ad ANAC.

Passando all’indicatore di tempestività dei pagamenti, Trieste riesce a pagare i fornitori con quasi una settimana di anticipo rispetto alla scadenza delle fatture.

Nell’area ambiente (score 46%) è buona la qualità dell’aria, ma supera il 66% il livello dei rumori riscontrati nei controlli. Sorprendono la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, che si ferma al 42% della raccolta totale, e la percentuale di acqua dispersa su quella immessa, che arriva al 41%. È sopra media, invece, la percentuale di verde pubblico urbano.

 

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