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Salerno

Il Comune campano ottiene un Rating Pubblico insufficiente, fermandosi a 36%. Risulta, infatti insufficiente in tutte le 6 aree analizzate, ad eccezione di quella relativa all’ambiente, dove arriva alla soglia della classe di rating Good, con score 59.

Anche dal punto di vista ambientale, comunuque, Salerno presenta luci e ombre. Da un lato, una buona qualità dell’aria e molto verde pubblico, ma, dall’altro, la percentuale di acqua dispersa su quella immessa che supera il 60%. La raccolta differenziata dei rifiuti, pari al 60% della raccolta complessiva, si attesta sulla media dei 109 Comuni capoluogo di provincia.

Sui dati di bilancio (score di area pari a 29), risulta un’alta pressione finanziaria, pari a circa 1.302 euro p.c., a fronte di una autonomia finanziaria che si attesta sulla media (87%).

Bassa la capacità di spesa (73%) rispetto agli altri Comuni capoluogo e alta la rigidità di spesa (37%). Ma l’indicatore più preoccupante è il ricorso alle anticipazioni di tesoreria per oltre l’80%, oltretutto non rimborsate nell’anno per il 12%.

Si ferma sotto il 7% la spesa per investimenti, ma a fronte di un alto debito p.c., pari a 2.769 euro.

Nell’area governance (score 32), risalta il basso livello di digitalizzazione e la non rilevabilità di open data. Informatizzati alcuni procedimenti.

La Relazione della performance non è completa, non indicando il grado di raggiungimento degli obiettivi.

La rendicontazione delle società partecipate non è aggiornata né completa sui risultati di bilancio di ciascuna società. Per il 2018 le partecipate sono 12, di cui solo 7 in attivo.

Modesta appare la rendicontazione del patrimonio immobiliare pubblico, la cui gestione si chiude con un risultato negativo: per ogni cittadino il Comune perde quasi un euro come saldo tra locazioni attive e passive.

Scarna è la Relazione del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Nell’area gestione del personale (score 25), Salerno mostra una spesa p.c. per il personale sopra la media dei 109 Comuni, con 333 euro, ma un incidenza sulle spese correnti nella media.

Alta l’età media dei dipendenti, che supera i 58 anni. Sopra media anche i giorni di assenza per malattia.

Assente la rendicontazione dei premi erogati al personale, sia in termini di premi erogati su importi stanziati che di grado di differenziazione nella distribuzione.

Nell’area servizi (score 39%), Salerno non pubblica il numero dei servizi erogati, ma lo fa per il monitoraggio dei tempi medi di erogazione, anche se in modo parziale.

Scarsa risulta l’offerta di servizi online, ma positivo il numero di iniziative di rigenerazione urbana, in parte con il coinvolgimento attivo dei cittadini.

In tema di appalti (score di area pari a 39%), Salerno presenta un ricorso agli affidamenti diretti nella media dei 109 Comuni capoluogo, sia come numero che come importo. Nella media anche la ricorrenza di aggiudicatari negli affidamenti diretti (quasi il 34%).

Decisamente eccessivo risulta il ritardo con cui il Comune campano paga i suoi fornitori: quasi 228 giorni dalla data di scadenza delle fatture.

 

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