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Roma

Con Rating Pubblico pari a 50, Roma ottiene score sufficienti, o vicini alla sufficienza, in tutte le aree ad eccezione della gestione del personale, dove riporta 25.

Assente, infatti, la rendicontazione dei premi al personale; sopra media i giorni di assenza per malattia dei dipendenti; sopra media anche il ricorso al personale a tempo determinato; alta, infine, la spesa p.c. per il personale.

Nella gestione del bilancio, la capitale riporta un’autonomia finanziaria sotto l’80% e una pressione finanziaria che supera i 1.400 euro p.c.

Bassa la capacità di riscossione, che si ferma al 66%, mentre la capacità di spesa non va oltre il 77%.

È contenuta la rigidità di spesa al 21% e assente il ricorso alle anticipazioni di tesoreria.

La spesa per investimenti risulta contenuta (sotto il 5%), così come il debito pro-capite. Su quest’ultimo, però, va detto che sarebbe, in realtà, molto più elevato di quello effettivamente espresso dal suo bilancio. Dal 2010, infatti, il debito capitolino è stato oggetto di interventi del Governo, che ha trasferito a livello nazionale oltre 10 miliardi di euro di indebitamento della Capitale, accumulatosi nel corso degli anni. Al contempo, è stato richiesto al Comune di Roma di farsi carico di una quota del servizio di tale debito.

Nell’area governance, Roma presenta un buon livello di digitalizzazione e un’elevata offerta di open data e di procedimenti informatizzati.

Da valutare positivamente è la Relazione della perfomance e, in particolare, il grado di raggiungimento degli obiettivi.

Da valutare negativamente, invece, sono sia la rendicontazione del patrimonio immobiliare pubblico, sia il saldo dei fitti attivi e passivi: per ogni cittadino Roma perde 21 euro dalla gestione di quel patrimonio.

Risulta incompleta la rendicontazione sulle società partecipate.

Passando all’area servizi, il primo dato è negativo: la Capitale non rendiconta né il numero, né i tempi medi dei servizi erogati.

Alta invece l’offerta di servizi online ed il coinvolgimento attivo dei cittadini.

Nell’area appalti, Roma presenta una bassa percentuale di affidamenti diretti sul totale appalti, ma un’alta incidenza dei primi sui secondi in termini di importo (quasi il 60%).

I fornitori, poi, vengono pagati con un ritardo di 27 giorni dalla data di scadenza delle fatture.

Dal punto di vista ambientale, Roma vanta una buona qualità dell’aria, ma un livello di raccolta differenziata dei rifiuti che si ferma poco sopra il 40%.

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