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Torino

Il Rating Pubblico complessivo è insufficiente (45), perché, pur ottenendo uno score in classe Good in due aree di attività – governance e ambiente -, si ferma in classe Poor in due aree cruciali come bilancio (36) e gestione degli appalti (23). Come si spiegano questi due score così bassi?

Una delle cause è costituita sicuramente dal peso del livello di indebitamento che il capoluogo piemontese si porta dietro dall’epoca dei Giochi olimpici invernali del 2006: a Torino, infatti, il debito pro-capite è il più altro tra i 109 Comuni capoluogo, con 3.838 euro p.c..

Un tale livello di idebitamento comporta una spesa corrente molto alta per il rimborso dei mutui accesi, che, a sua volta, incide sulla ridigità di spesa. Infatti, la percentuale più alta tra i 109 Comuni capoluogo appartiene a Torino: con il 52% di rigidità, quasi raddoppia la percentuale media dei 109 Comuni (27%). Questo perchè ad una spesa per il personale piuttosto elevata in rapporto alle spese correnti (tra le più alte tra i 109 Comuni, con il 34%) Torino somma un servizio del debito altrettanto importante e legato in parte agli investimenti per i suddetti Giochi.

Da qui si comprende anche il ricorso alle anticipazioni di tesoreria: nel 2020 Torino è il Comune capoluogo di provincia con la percentuale maggiore (102%).

Non solo: Torino è anche tra i Comuni che non riescono neppure a rimborsare entro l’anno le anticipazioni all’istituto cassiere, e ciò costituisce un indicatore alert molto significativo  dell’incapacità della gestione di competenza. Torino rivela, anzi, il dato peggiore, con il 23%.

Alto il peso finanziario che ogni cittadino è chiamato a fare fronte sia livello fiscale che a livello di tariffe (pressione finanziaria), pari a 1.288 euro p.c..

Non stupisce che, con queste premesse, si fermi sotto il 3% a Torino la spesa per investimenti, a fronte di una media dei 109 Comuni che supera il 10%.

 

 

Passando all’altra area in cui Torino risulta insufficiente – gli appalti – va detto che si tratta soprattutto di un problema di accountability. Infatti, il file xml inviato ad ANAC risulta contenere solo 227 lotti con 169 lotti validi, valori non plausibili per una città come Torino. E ciò rende non calcolabili 4 indicatori sui 6 previsti nell’area.

Negativamente è da valutare anche l’indice di tempestività dei pagamenti: Torino paga i fornitori in ritardo di oltre 48 giorni rispetto alla scadenza delle fatture.

Positiva, invece, risulta l’adempienza al monitoraggio delle opere pubbliche.

Passando alle aree in cui Torino risulta più performante, nella governance si distingue per un portale open data molto ricco e chiaro.

Vanta, poi, un’accurata rendicontazione e gestione del patrimonio immobiliare pubblico, oltre che delle società partecipate, tutte chiuse in utile.

Nell’area servizi, Torino primeggia per l’offerta di servizi online, così come nell’accountability su informazioni ambientali.

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