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Lettera di una dipendente di un piccolo Comune

Ho letto con interesse stamattina il vostro articolo su Huffpost, riguardo i propositi del Ministro della PA sul piano di assunzioni, e ho pensato di inviare la mia piccola esperienza in proposito.

Ho 59 anni e vivo in una provincia del Veneto. Dal 1995 lavoro in un piccolo Comune e dal 2000 mi occupo di appalti. La mia laurea in Lingue ovviamente l’ho messa da parte, perché nei nostri Comuni qui in zona non serve a nulla.

Dopo 25 anni di lavoro non ho avuto gli avanzamenti di carriera di cui parla il Ministro. Afferma che i dipendenti pubblici vanno in pensione con il triplo dello stipendio rispetto all’inizio della carriera: io nel ’95 guadagnavo 1.500.000 di lire e adesso 1.320 euro, comprensivi dei 100 euro del bonus Renzi. I premi di produttività annuali sono una guerra tra poveri e preferisco non parlarne.

Il mio livello di inquadramento all’entrata in PA era il vecchio 5°, che in seguito è diventato B3; ora sono al B6, che è appena più alto.

E questa è più o meno la situazione della maggior parte dei miei colleghi.

Personalmente, ho avuto la fortuna di essere flessibile e di voler studiare la normativa Appalti, seguendo costantemente corsi di aggiornamento: così, almeno, il lavoro che svolgo mi appare utile e interessante.

Ciò nonostante, negli ultimi anni è diventato molto più difficile lavorare: ci viene richiesto un sempre più grande adattamento alle novità informatiche, ad esempio per la realizzazione delle opere pubbliche. Naturalmente, a causa del blocco delle assunzioni, non è stato possibile assumere personale, e quindi ci siamo dovuti arrangiare con i nuovi carichi di lavoro.

Con tutte queste premesse dubito che il Ministro riuscirà ad assumere tre giovani per ogni anziano che andrà in pensione, tanto meno giovani brillanti e capaci, per i quali le suddette condizioni di lavoro e di carriera non possono certo essere attrattivi.

In conclusione, credo che il Ministro non abbia veramente idea di come si lavora nei piccoli Enti, dove la realtà è molto diversa, ad esempio, da quella che incontra nei Ministeri.

 

 

 

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