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Come procede il Misery Index

Il misery index delle famiglie italiane Ad agosto il misery index si riduce seguendo l’andamento della disoccupazione, scesa sotto il 12 per cento. Prosegue, nel mese di agosto, l’allentamento del disagio sociale delle famiglie italiane. L’ultima osservazione conferma la riponderazione delle determinanti dell’indice in corso nell’ultimo trimestre: contrariamente all’inizio dell’anno, quando è stata l’inflazione a guidare l’andamento dell’indice, il trend recente rispecchia la diminuzione del tasso di disoccupazione. Tra giugno e agosto il tasso di disoccupazione è diminuito di sei decimi di punto, mentre l’inflazione è rimasta stazionaria al livello dello 0,2 per cento. Ad agosto il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 12 per cento (11,9 per cento) per la prima volta dall’inizio del 2013. Rispetto al picco massimo del 13 per cento di novembre 2014 la disoccupazione si è ridotta di un punto percentuale.

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La media annua degli scostamenti semplici nei primi otto mesi del 2015 è di sette decimi inferiore al dato annuo del 2014, mentre la differenza in termini ponderati è di un decimo di punto.

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Rispetto alla versione del misery index calcolata con l’indice dei prezzi nazionale, la versione basata sull’indice armonizzato dei prezzi non esibisce lo stesso trend discendente per l’Italia. L’indice risulta stazionario a causa degli andamenti divergenti delle due componenti: da una parte la diminuzione della disoccupazione, dall’altra parte la lenta risalita dell’indice armonizzato dei prezzi.

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Il permanere della bassa crescita dei prezzi nell’Area euro e la lieve diminuzione del tasso di disoccupazione hanno lasciato relativamente stabile l’andamento dell’indice nei principali paesi. L’unica eccezione è la Spagna dove, per via della diminuzione dell’inflazione di mezzo punto (-0,5 per cento ad agosto e 0 per cento a luglio), il misery index si è ridotto.

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