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Prime considerazioni sulla legge finanziaria

Rechnung Addition schwarz weiß gezeichnet

Una prima valutazione sul Disegno di Legge di Stabilità per il 2016

Le prime stime elaborate dal CER sul Disegno di Legge di Stabilità confermano l’impulso positivo trasmesso dalla manovra di finanza pubblica alla crescita nel 2016. Più incerti sono gli effetti di medio termine.

Abbiamo stimato gli effetti sulla crescita del DDL Stabilità, considerato al suo valore di facciata, opportunamente ricostruito sulla base delle indicazioni, ancora ufficiose, disponibili (tavola 1).

I risultati della simulazione sono illustrati nel grafico 1, che offre un confronto con il quadro tendenziale. A fronte di una crescita tendenziale da noi prevista pari all’1,3 per cento, la manovra di finanza pubblica consentirebbe di salire a un incremento del Pil dell’1,6 per cento, un valore in linea con quello atteso, in media, per l’Area euro. Per il 2016, questa nostra prima valutazione conferma le quantificazioni adottate dal governo con la Nota di Aggiornamento al DEF. Emergono però delle divergenze per il periodo 2017-19, fase in cui le previsioni del Governo sono più ottimistiche delle nostre.

Difatti, se secondo le nostre stime anche nel 2017 dovrebbe registrarsi un impulso positivo alla crescita grazie alla Legge di Stabilità, l’effetto sarebbe comunque più contenuto rispetto all’apporto offerto nel 2016. Inoltre, nel 2018 il quadro programmatico mostrerebbe un tasso di crescita dello 0,9 per cento, contro l’1,1 per cento atteso nel tendenziale.

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Sul fronte della finanza pubblica, la Legge di Stabilità determinerebbe un peggioramento dell’indebitamento, posto che l’eliminazione delle clausole di salvaguardia sarebbe attuata prevalentemente in deficit. L’indebitamento in rapporto al Pil passerebbe dall’1,7 per cento atteso nel 2016 secondo lo scenario a legislazione vigente al 2,4 per cento del post-manovra (grafico 2). Il divario tra scenario programmatico e tendenziale si ridurrebbe a 4 decimi di punto nel 2017-19, evidenziando alla fine del 2019 un maggior indebitamento pubblico pari a circa 7 miliardi di euro. Posto che i margini di flessibilità richiesti alla Commissione Europea ammontano a circa 14,6 miliardi, ciò implica che l’impulso fornito dalla manovra alla crescita permetterebbe di recuperare, nell’arco di un triennio, circa la metà del maggior carico sul saldo di bilancio.

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