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Un Fondo per salvare la casa

L’idea del Fondo Salvacasa nasce in Fondazione Etica ad opera di un suo fondatore, Francesco Guarneri, per rispondere ad un bisogno sempre più pressante e allarmante nel nostro Paese.

Circa un milione di persone rischia di trovarsi per strada, senza un tetto: si calcola, infatti, che sono circa 250.000 le esecuzioni immobiliari in corso. Un numero allarmante, che finirà per aggravare la già pesante emergenza abitativa e causare nuove tensioni sociali.

Il problema coinvolge anche le banche, che non riescono a liberarsi delle case pignorate ai mutuatari morosi: o perché non riescono a venderle o perché il prezzo di realizzo è troppo basso.

La politica non può far finta di niente. Non può non intervenire. Per i cittadini prima ancora che per le banche. Non è accettabile, infatti, che gli unici a guadagnare dal contesto sopra descritto siano gli speculatori che frequentano abitualmente le aste giudiziarie.

Le risorse pubbliche a disposizione, però, sono finanziariamente ridotte ed è, quindi, impensabile per la politica ricorrere agli strumenti di sempre, quelli per cui ogni problema viene solo tamponato e rimandato.

Quale la soluzione, allora? Un intervento congiunto Pubblico-Privato, in cui lo Stato sia uno degli attori-finanziatori. In Italia è già stato fatto, ad esempio, quando all’indomani dello scoppio della crisi finanziaria del 2008, è stato creato il Fondo Strategico Italiano, con la compartecipazione di diversi soggetti contraenti.

Senza entrare qui in dettagli tecnici, con il Fondo Salvacasa si crea uno strumento finanziario che non crea solo profitto, ma consente al proprietario di una casa pignorata per morosità di diventare inquilino della stessa casa pagando un affitto a canone calmierato, ossia controllato dalla legge affinché non sia eccessivamente esoso, con in più la prospettiva di rientrare in possesso del bene in un lasso di tempo ragionevole.

In estrema sintesi, il Fondo Salvacasa andrebbe rivolto a investitori istituzionali, in primis la Cassa Depositi e Prestiti. Un intermediario finanziario, eventualmente costituito ad hoc (ad esempio una Sgr) avrebbe il compito di contattare i vecchi proprietari, di locare loro gli appartamenti a un canone di affitto ragionevole con opzione di riacquisto. Reti no-profit, poi, come Caritas o i Patronati, dovrebbero garantire da mire speculative e da truffe, vagliando le richieste degli ex-proprietari, possibili inquilini, avendo cura in particolare dei soggetti e delle famiglie più fragili.

In sintesi, si può dire che il Fondo Salvacas è una sorta di ammortizzatore sociale a rendimento. Uno strumento che possa dare, da un lato, una risposta efficiente a un bisogno sociale e, dall’altro, una remunerazione a chi investe parte del proprio capitale.

© 2013 Fondazione Etica.
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