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Un Governo a corto di personale

Sulle nomine europee Renzi ha vinto e questo è indubbio: Federica Mogherini è il nuovo ministro degli esteri europeo. Ma questa vittoria ha lo stesso sapore di quella sull’abolizione del Senato e sugli 80 euro: la battaglia per l’obiettivo prescinde dal merito dell’obiettivo stesso. In altre parole, portare a casa una vittoria sta diventando più importante del chiedersi su cosa è prioritario vincere, quasi che fosse una perdita di tempo.

Davanti all’opinione pubblica, forse, va bene così: è stato fatto talmente poco e male dai Governi passati che qualsiasi forma di attivismo appare ora una dote strabiliante, se non miracolosa.

Tuttavia, solo a chi non vuol vedere potrebbe sfuggire che nei primi sei mesi di nuovo governo la caparbietà nel vincere una battaglia ha preso il sopravvento sull’attenzione a fare la battaglia giusta. Il rischio è che si faccia fuoco e fiamme per qualcosa che non lo merita.

Questo vuol dire che Mogherini non va bene come Lady Pesc? Il punto non è lei, che è certamente una persona perbene e preparata, ma perché lei e non un’altra persona? Come, ad esempio, Enrico Letta, a cui l’esperienza per un incarico europeo non manca certamente, e di sicuro non ne ha meno di Mogherini.

Se, poi, il motivo fosse che Mogherini è più giovane di Letta e che, soprattutto, è donna, questo sarebbe un’offesa ai giovani e alle donne prima ancora che al merito.

Come non chiedersi, poi, perché un ministro in carica debba essere catapultato in un altro ruolo dopo soli 6 mesi? È forse l’unica persona competente in campo estero di cui dispone il premier? E, comunque sia, è una mossa seria nei confronti di un’Amministrazione che in due anni ha già cambiato tre volte il proprio vertice?

In effetti, non è la prima volta che questo succede con Renzi: si pensi alle parlamentari italiane spedite al Parlamento europeo dopo appena un anno in quello italiano, o alla suggestione di proporre l’attuale ministro della difesa per la presidenza della repubblica. Che a palazzo Chigi siano a corto di personale da proporre sempre le stesse persone per caselle ogni volta diverse? Difficile, piuttosto, non ipotizzare che a far pendere l’ago della bilancio nella scelta del candidato italiano in Europa sia stata soprattutto l’opportunità di avere una casella libera nella compagine dei ministeri.

Lo vedremo con il tempo.

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