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Contro il pensiero unico

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indexCi saranno state sicuramente buone ragioni per rimuovere i due senatori della Commissione Affari Costituzionali, da un lato Mauro e dall’altro Mineo. Ma il fine non giusitifica mai i mezzi: altrimenti, vuol dire che il fine non è poi così nobile.

Non sfuggono, naturalmente, le regole basilari che sono alla base della disciplina di partito e che non sono affatto accessorie per la vita stessa dei partiti. Così come non sfugge che la posizione di Mauro Mauro è ben diversa da quella, intellettualmente onesta, di Corradino Mineo, in quanto dettata da una sorta di rivalsa nei confronti del suo gruppo parlamentare.

Tuttavia, in ballo non c’è una decisione secondaria, ma una riforma costituzionale: il dissenso deve poter essere gestito in altro modo.

Se poi è la fretta di chiudere il capitolo “Senato” a portare alle epurazioni, è bene far sapere a chi – nostro malgrado – decide per noi in Parlamento che il punto non è abolire il Senato con l’accetta e metterci sopra la bandierina del vincitore, ma fare una riforma seria del bicameralismo.

Per dirla con il Professor Giovanni Sartori, una brutta riforma non è meglio di nessuna riforma.
Tanto più – aggiungiamo – se avviene a costo del pluralismo.
Quanto alla dichiarata battaglia contro il presunto conservatorismo di pochi – ci venga consentita la franchezza – appare solo una scusa maldestra della maggioranza.

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