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Tutti contro

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Lo sdegno per il Movimento 5 Stelle è riuscito a compattare i partiti come non era accaduto dall’inizio della legislatura. Molti media hanno voluto non essere da meno e si sono uniti al coro della condanna.

È indubbio che i grillini abbiano preso una strada sbagliata: inaccettabili e sterili gli appellativi usati da alcuni di loro alla Camera e su web, e non solo perché rivolti a donne. Inutile stare a disquisire se si tratta di atteggiamenti sessisti o addirittura istigatori di chissà quali violenze. Hanno sbagliato, punto.

Tuttavia, non è sbagliata la loro battaglia. In questi mesi i parlamentari 5 Stelle hanno studiato le complesse procedure legislative partendo da zero e hanno imparato a usarle per bloccare scempi come quello del rituale assalto clientelare alla legge finanziaria. Perché lo sdegno per Grillo – pure meritato – non è stato riservato anche al condono mascherato sulle slot machine? Perché i partiti non hanno dimostrato la medesima compattezza sullo scandalo che si perpetua da anni del cumulo di importanti incarichi pubblici? E perché i fari sul decreto imu-bankitalia sono stati accesi solo dopo l’assalto dei grillini a Montecitorio?

Questo non significa che gli eccessi dei 5 Stelle siano da giustificare. Tutt’altro. Ma la risposta dei loro avversari politici deve essere sul merito delle questioni sollevate, e non quella di deviare l’attenzione dell’opinione pubblica da temi cruciali che, senza le schermaglie di questi giorni, sarebbero passati inosservati dal varco parlamentare.

Tanta severità di giudizio non è stata usata neppure con la Lega: ricordiamo ancora cosa diceva di voler fare Bossi con la bandiera tricolore o, più di recente, cosa è stato detto e scritto sul ministro dell’Integrazione. Così come ricordiamo la mortadella e i cappi esibiti in aula e ripresi dalle tv di tutto il mondo.

Del resto, fermare l’ostruzionismo democraticamente esercitato dai 5 Stelle ricorrendo alla cosiddetta ghigliottina appare del tutto opinabile alla luce della calendarizzazione dei lavori parlamentari. Tentare, poi, di giustificarlo in nome degli Italiani che avrebbero dovuto pagare l’Imu fa poco onore a chi lo ha dichiarato: davvero gli Italiani dovrebbero credere che sia stato casuale l’inserimento della norma sulla ricapitalizzazione di Bankit in un decreto di urgenza e proprio in quello sull’Imu?

Da parte loro, i grillini smettano di perseguire un obiettivo giusto con un metodo ingiusto, se non vogliono indebolire la loro battaglia. Dalla parte opposta, si riporti tutto nelle giuste proporzioni: meglio riservare il coro unico e sdegnato al rapporto europeo che proprio in questi giorni attribuisce all’Italia un tasso di corruzione incompatibile con un Paese civile.

 

pubblicato su Europa Quotidiani.it il 4/2/14

 

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