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La sindrome della doppia poltrona

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Sono mesi che i giornali continuano a chiedersi cosa farà Renzi. Che ciò interessi gli Italiani, poi, è tutto un altro discorso. Ma negli ultimi giorni qualche interesse conviene proprio agli italiani prestarlo: il Sindaco di Firenze, infatti, pare essersi convinto che elezioni politiche non sono proprio dietro l’angolo e allora punta intanto a prendersi il suo partito, il Pd, al congresso che ci sarà in autunno. Fin qui nulla di strano. Solo che, poi, pare che lo stesso stia pensando di associare alla carica di segretario  quella di sindaco al secondo mandato o quella di europarlamentare. Come se il ruolo di segretario di un partito come il Pd non fosse abbastanza impegnativo. Soprattutto se lo si vuole rifondare, come Renzi va annunciando da tempo. Ma anche ipotizzando che lui sia particolarmente dotato, che politico “nuovo” è chi si candida a più poltrone, pensando di poterne conciliare almeno due? Non dovrebbero essere lavori a tempo pieno sia quello di segretario politico che di sindaco che di europarlamentare? Avevamo capito che rottamare volesse dire anche evitare cumuli di incarichi. Chissà se abbiamo capito male o se la rottamazione si è già esaurita.

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