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Informazione e metainformazione: la risposta di Fondazione Etica

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A proposito dell’articolo del 24 agosto 2013 di Nicola Porro pubblicato su Il Giornale

L’articolo di Nicola Porro, pubblicato su Il Giornale del 24 agosto, stupisce chi conosce la storia di Fondazione Etica. Sarebbe bastato leggere con più attenzione la pagina di presentazione, pubblicata sul sito della Fondazione, per capire che si tratta di un organismo senza scopo di lucro, che non riceve denaro pubblico e che si finanzia con bandi di ricerca e donazioni private. Queste ultime non possono superare l’importo annuo di poche migliaia di euro per ogni donante, così da mantenere la Fondazione non influenzabile da alcuno dei suoi sostenitori.

Fondazione Etica è completamente estranea a quella “storiaccia dei sepolcri imbiancati del capitalismo italiano” di cui parla Il Giornale. A dimostrarlo sono le storie personali di chi ha costruito la Fondazione. Essa, infatti, non è nata da un “manipolo di aristocratici fondatori”, ma da persone accomunate dalla volontà di non assistere passivamente al declino del Paese e di impegnarsi in prima persona, a titolo gratuito, per studiare e proporre riforme concretamente realizzabili in campo economico, politico e sociale. Tra queste persone ci sono: professionisti, accademici, imprenditori, operatori sociali, un presidente emerito della Corte Costituzionale, tanti giovani laureati.

A questo sforzo comune abbiamo voluto dare un nome impegnativo e per certi versi provocatorio – Fondazione Etica – perché siamo convinti che senza etica pubblica nessuna riforma sarà mai in grado di salvare il nostro Paese. Etica, perciò, non è una parola “altisonante”, come la definisce l’articolo, ma coraggiosa, di cui dovremmo tutti riappropriarci.

Che Romain Zaleski sia stato tra i fondatori di Fondazione Etica, uno dei tanti, e neppure tra i primi, non vuole dire che la Fondazione possa essere in alcun modo coinvolta, a differenza di quanto insinuato da Porro, con i suoi ”rapporti particolari” con alcune banche; mediatori e rapporti di cui peraltro la Fondazione non ha alcun bisogno.

A Il Giornale siamo riconoscenti per avere dedicato a Fondazione Etica un titolo tanto vistoso, forse il primo, nei suoi pochi anni di vita. Dispiace solo che non abbia voluto riservarcelo per la nostra proposta di legge sul finanziamento dei partiti o per la soluzione da noi ideata per la spending review, con il rating di sostenibilità delle pubbliche amministrazioni o per la valutazione dei sindaci, basata sui numeri dei bilanci comunali. O, almeno per onestà intellettuale, per le idee di politica economica: dai Tremonti bonds al Fondo per le piccole e medie imprese, utilizzate nel 2008 dall’allora governo Berlusconi.

Saremmo davvero lieti di potere incontrare e ospitare il giornalista, se lo volesse, per illustrargli più approfonditamente, e serenamente, la nostra attività.

Paola Caporossi

Direttore Fondazione Etica

© 2013 Fondazione Etica.
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