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Vince chi si accontenta

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Alle amministrative ha indubbiamente vinto il Pd e ha perso il Pdl, ma sulla base di cosa? Dove è stata la differenza tra i due schieramenti che si sono contesi la guida dei sedici Comuni capoluogo di Provincia?  Di sicuro non nei programmi, che alla fine si differenziano molto poco e che, comunque, non vengono pressoché mai rispettati. Tanto meno nelle singole azioni dell’una come dell’altra parte politica: difficile che i cittadini riescano a rintracciare segni di politiche schiettamente di centrosinistra o di centradestra nella storia amministrativa dei propri Comuni. Alla fine, a contare nella scelta elettorale sembra essere determinante la persona del candidato Sindaco. E non perché debba essere necessariamente “nuova”: non lo è quella di Valentini a Siena, di Del Bono a Brescia, di Bianco a Catania. Semplicemente risulta meno peggio di quella del candidato degli altri schieramenti. In altre parole, molti elettori hanno finito per accontentarsi. Ma sempre di meno: chi è più esigente e spera ancora in candidature migliori semplicemente ha smesso di andare a votare. Oggi, è l’unica vera maggioranza politica.

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