Open/Close Menu

Un Paese senza memoria, ancora

Photoxpress_5009157

Siamo un Paese senza memoria, e viene confermato purtroppo anche in questi ultimi accadimenti.
Si grida allo scandalo per ogni parola di Grillo e su di lui convergono gli strali velenosi dei vertici politici di destra come di sinistra, oltre che di molta stampa blasonata, riuscendo persino a mettere d’accordo Lerner e Ferrara.

Eppure, non sono lontani nel tempo le sparate colorite di Bossi e gli insulti dei Leghisti alla bandiera e alla costituzione italiana, le minacce di secessione e l’incitazione a prendere i fucili contro Roma ladrona.

Non sono lontane neppure talune uscite irriverenti di Berlusconi sulla magistratura – e non solo – né la manifestazione rumorosa dei parlamentari del Pdl sulla scalinata del Palazzo di Giustizia di Milano all’indomani delle ultime elezioni politiche.

Anche allora si trattava di partiti presenti nelle Istituzioni; eppure, sono stati tollerati comportamenti al limite dell’eversione. Che ora ci si dimentichi di tutto questo e si additi Grillo come un fomentatore di violenza francamente appare come l’ennesima ipocrisia di un Paese senza memoria.
Gli eccessi verbali e i toni violenti sono sempre da condannare, da qualunque parte vengano, ma ciò non autorizza nessuno ad appiccicare sdegnosamente un’etichetta di nemico pubblico ad un avversario politico.

© 2013 Fondazione Etica.
Top