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Capovolgere il modo di leggere la politica

La sfilata degli esegeti di Grillo è diventata insopportabile: chiunque passi da uno studio televisivo o abbia spazio su un quotidiano si lancia in interpretazioni tanto ardite quanto opinabili sul comico genovese. Ma nessuno pare aver capito granché.

E non perché Grillo sia un pazzo che non si lascia intervistare, ma perché i più pretendono di ingabbiarlo con schemi concettuali vecchi. Vecchissimi. E quindi completamente fuori uso. Per questo insistono su una strada senza sbocco, affannandosi a estorcergli mezze parole, sezionando ogni singola sillaba del suo blog, forzando le conclusioni. Tutto sbagliato.

Eppure è semplice: il Movimento 5 Stelle è un fenomeno totalmente nuovo, che sfugge a qualsiasi chiave interpretativa della politica usata sin qui: capirlo richiede la capacità di rovesciare il modo di pensare. Che vuol dire innanzitutto smetterla di giudicare i grillini, etichettandoli come irresponsabili e anche un po’ naif. Non sono né demoni né eroi e per leggerli serve più umiltà e capacità di analisi da parte di tutti. E non l’arroganza e la superficialità dei troppi opinion maker che affollano i media italiani e che sono ormai diventati parte essi stessi di quella casta che verbosamente commentano. Smetta il loro chiasso e cominceremo tutti a capire un po’ di più quanto sta succedendo.

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