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Appello al voto

Gli ultimi sondaggi prima del blackout elettorale davano numeri allarmanti: quelli di una società che non ha memoria. Altrimenti non si spiegherebbero certe percentuali, nell’una come nell’altra parte.
Sono troppi quelli che hanno già dimenticato le scelte scellerate e le omissioni colpevoli che hanno portato il Paese alla deriva, troppi quelli che minimizzano le responsabilità di chi, a destra come sinistra, ci promette oggi tutto quello che non ha saputo/voluto fare negli ultimi vent’anni.
Ora, però, la palla è in mano nostra e sta solamente a noi decidere come usarla.
Realisticamente, come cittadini non abbiamo altre occasioni per incidere sul futuro del Paese, a parte qualche sporadica petizione popolare e/o battaglia referendaria. Il voto è l’unico momento in cui il potere di decidere passa ai cittadini. Un potere enorme, decisivo. Eppure, quante volte lo abbiamo sprecato, esercitato con leggerezza, rassegnatamente. Siamo consapevoli che l’offerta politica non è quella che vorremmo, ma con quella dobbiamo fare i conti, ci piaccia o no. Possiamo, però, fare in modo che almeno gli indegni vengano spazzati via dal verdetto delle urne. La responsabilità di come sarà il Paese domani sarà nostra.

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