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Primarie o foglia di fico?

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Il Pd ha annunciato che farà le primarie per la scelta dei candidati alle prossime politiche. Di sicuro è una scelta importante, ma la grande euforia che ha accolto la notizia è francamente esagerata. Lo diciamo da tanto: le primarie sono uno strumento, non la panacea di ogni male del sistema partitico. E come ogni strumento sono neutre: ne buone né cattive. Tutto dipende da come vengono usate: per quale obiettivo, con quali regole.

In questo caso, l’obiettivo, almeno quello dichiarato, è di ovviare alla nomina dei parlamentari introdotta dalla legge elettorale in vigore. Obiettivo giusto, ma ci sono una serie di indizi che inducono quantomeno a sospettare che non sia l’unico.

Innanzitutto, la data: se sarà confermata quella del 30 dicembre, considerando che le regole non saranno approvate prima della direzione nazionale di lunedì 17, vuol dire che resteranno meno di due settimane per fare campagna elettorale. Quale candidato può pensare di riuscire in così poco tempo a vincere, se non chi sta al vertice del partito a livello locale? Siamo onesti: nessun bravo militante può pensare di surclassare un segretario provinciale o un consigliere comunale in 13 giorni. Né basta obiettare che la data dipende da quella decisa per le politiche: se anche per queste ultime restasse confermato il 17 febbraio, le primarie potrebbero tenersi il 5 gennaio, e sarebbe già un tempo più ragionevole per una campagna elettorale seria.

Qualche chance in più il candidato della società civile potrebbe averla se verrà deciso che l’elettorato attivo non debba restare circoscritto a quello registrato per le primarie del 2 dicembre: avendo vinto Bersani, è chiaro che vincerebbero prevalentemente i suoi sostenitori.

Infine, il problema maggiore, che precede tutti gli altri: chi decide chi può candidarsi? Se, come pare, saranno i vertici di partito e gli iscritti a stabilirlo, va da sé che sarà sbarrata la strada alla candidatura per qualunque voce fuori dal coro.

Non si tratta di essere diffidenti o prevenuti: semplicemente non è ancora il momento di festeggiare per i sostenitori delle primarie. Come sempre, tutto dipenderà dalla regole. Sapremo entro lunedì quali saranno e da lì sarà chiaro se le primarie sono convinte o uno stratagemma per legittimare ras locali screditati.

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