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Class Action: Troppe restrizioni

(ANSA) – ROMA, 11 DIC – Fondazione Etica esprime riserve sulle proposte del governo per la modifica della disciplina della class action italiana. “Il progetto del governo – si legge in un comunicato – riconfigura l’istituto in modo da renderlo più aderente allo schema sperimentato negli Stati Uniti, grazie al quale si permette un accesso alla giustizia in forme collettive semplificate che si possono descrivere con una metafora: l’azione collettiva è, rispetto alle tradizionali azioni individuali, paragonabile a un trasporto in autobus anziché in taxi verso la tutela giurisdizionale”.

“Tuttavia – prosegue Fondazione Etica – il progetto del governo restringe anche considerevolmente l’ambito di applicazione della norma: da un lato, escludendo gli scandali finanziari verificatisi sino a tutto il 2007; dall’altro, disponendo che l’azione collettiva possa adottarsi solo quando le somme da liquidare in favore dei componenti del gruppo interessato siano identiche. Questa interpretazione del testo non è inevitabile, ma se dovesse affermarsi, la funzionalità dell’istituto sarebbe fortemente compromessa”. “Se così fosse – commenta il prof. Andrea Giussani – componente del comitato scientifico della Fondazione – il mezzo di trasporto collettivo, già strutturato più che come un autobus come un tram, costretto a viaggiare solo su binari precostituiti, diventerebbe addirittura un mezzo del tutto privo di volante: potrebbe andare soltanto diritto dinanzi a sé, e aiuterebbe poco a migliorare il traffico per le strade della giustizia civile”.

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