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Un dentifricio usato

Ma davvero pensano di cavarsela così? Davvero pensano che basti lanciare un presunto nuovo contenitore per risolvere tutti i mali del sistema partitico italiano?

Come se potesse bastare il lancio pubblicitario di un dentifricio per risollevare le sorti di un’azienda ormai sull’orlo della bancarotta fraudolenta. Dopo che per anni i suoi manager hanno continuato a vendere prodotti scadenti e persino dannosi, non può bastare cambiare l’insegna della ditta né rinnovare l’offerta di prodotti: non troveranno nessuno disposto a comprare alcunché, né tantomeno a investirci un euro.

Questa è la situazione che i partiti hanno creato in Italia, e ora è francamente surreale, se non beffardo, che quegli stessi partiti possano pensare di mettere tutto a posto con un’operazione di maquillage, abituati come sono all’idea di impunità. Stavolta non funzionerà.

L’idea, del resto, è persino “riciclata”: di contenitori nuovi gli Italiani hanno già avuto esperienza e non è stata positiva. Il Pdl sta implodendo e il Pd è rimasto solo una zattera cui le varie componenti restano attaccate più per paura di affogare che per scelta di starci sopra.

Quanti ora gareggiano sull’effetto sorpresa e novità, tentino almeno di imparare dagli errori di Pdl e Pd. Principalmente da uno: aver detto una cosa e fatto un’altra. Aver annunciato il varo di un’imbarcazione nuova e averla poi appesantita di persone e idee vecchie.

Per questo, chi si cimenta oggi nell’annuncio di creature strabilianti sul palcoscenico politico potrà chiamarle con nomi ad effetto e dotarsi di testimonial di sicuro successo: appariranno comunque come un film già visto, che non attirerà spettatori, ma solo vecchi attori che nessuno vuole più.

Gli elettori, infatti, hanno imparato a loro spese che un partito “nuovo” fatto da persone “vecchie” è un inganno. Né credono più a quelle operazioni posticcie, per cui in vetrina i partiti esibiscono volti nuovi e puliti, mentre lasciano il retro affollato dei soliti noti. Il “nuovismo” ha già fatto danni pensantissimi nell’attuale Parlamento e per essi nessuno ha pagato il conto. Speriamo ora che le tante persone valide che ancora si interessano, in qualche modo, alla politica non si lascino cooptare in progetti e ambizioni altrui, nei quali finirebbero per annullare la propria carica innovativa.

I cittadini ora sanno che un partito (o lista che sia) per essere nuovo deve essere guidato da gente diversa. E quelli che c’erano prima non devono essere buttati nel secchio, ma invitati a fare un passo indietro. Non per uscire, ma per restare a preparare chi deve venire dopo loro.

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