Peggiorano le prospettive di breve periodo dell’economia italiana. Sulla base dei risultati dell’Indagine rapida sulla produzione industriale del Centro studi Confindustria, stimiamo che nel secondo trimestre la flessione  del prodotto sia pari a -1,9%. La contrazione congiunturale (la quarta consecutiva) sarebbe dello 0,3%. In termini cumulati, secondo le nostre stime, la caduta del Pil in corso…

Mentre si diffondono statistiche sugli indicatori macroeconomici che proiettano le ombre della recessione, ormai conclamata (Confindustria prevede un PIL italiano al -1,6% per il 2012), un dato – tra gli altri – balza all’occhio: il volume totale di derivati non regolamentati in essere nel mondo ammontava, al 30 giugno 2011, a 708.000 miliardi di dollari, segnando un aumento del 18% rispetto al semestre precedente[1].

Il crollo di questi giorni ha mostrato una violenza ed una rapidità che non si vedeva da un paio di anni almeno. Nel 2008, tuttavia, c’erano buone ragioni per preoccuparsi della sopravvivenza del sistema finanziario occidentale: il rischio che un gran numero di grosse banche “saltasse” era reale.

Anche quest’anno siamo stati prontamente informati dai telegiornali di Capodanno sui primi nati del 2011, festeggiati a Ostia e a Roma. Quasi in contemporanea, invece, l’economia europea festeggiava -piuttosto in sordina, per la verità- l’ultima morte del 2010, quella della Corona Estone. La ex-provincia sovietica, infatti, da quest’anno ha adottato l’Euro come propria valuta nazionale….

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