Andrea Crespi Belskij

Andrea Crespi Belskij

Andrea Crespi Bel’skij dopo l’iniziale esperienza sui mercati borsistici italiani ed internazionali come sales-trader e gestore di portafogli, con la qualifica di analista finanziario internazionale, si è occupato, presso vari istituti finanziari, di gestione di portafogli azionari europei e Usa, di Corporate Finance, Merger & Acquisitions e quotazioni. Ha anche svolto l’attività di investor relator per un gruppo di società quotate sui segmenti Star ed Expandi di Borsa Italiana e sullo start-up market di Amburgo, nonché da ultimo per LandiRenzo SpA quotata sul segmento Star, società per la quale ha anche curato importanti acquisizioni societarie in Italia e negli Usa. Come consulente si è occupato dello studio e della valutazione di alcuni progetti in ambito di energie rinnovabili, di sanità e di real estate, come pure di advisory in operazioni di quotazione in Borsa.

L’Italia nel 2012 aveva una valanga di titoli di debito pubblico da rifinanziare: ben 259,7 miliardi di euro, un valore quasi pari ad un quinto del PIL.

Il debito pubblico del nostro Paese, riassunto da uno spaventoso numero costituito da tredici cifre, preoccupa non poco gli investitori di tutto il mondo. Il debito pubblico Italiano, di ben 1,9 trilioni di Euro, il quarto maggiore al mondo, per il 44,27% è posseduto da investitori non Italiani. Questo spiega tutta l’attenzione della finanza internazionale…

In un momento, come l’attuale, in cui lo Stato cerca di fare cassa in ogni modo possibile, sempre più spesso viene riproposta l’eventualità di un nuovo scudo fiscale, sulla falsariga di quello del 2009.

Il crollo di questi giorni ha mostrato una violenza ed una rapidità che non si vedeva da un paio di anni almeno. Nel 2008, tuttavia, c’erano buone ragioni per preoccuparsi della sopravvivenza del sistema finanziario occidentale: il rischio che un gran numero di grosse banche “saltasse” era reale.

Con la recente stretta monetaria, la Banca Centrale Europea ha reso un pochino più difficile (e costosa) la vita di famiglie e aziende: le banche di Eurolandia (la cui liquidità dipende dalla BCE) hanno ribaltato a cascata questo aumento sui propri debitori: i mutui a tasso variabile hanno aumentato il peso della rata mensile e…

Nelle ultime settimane, la città svizzera di Basilea è apparsa più spesso sulle pagine finanziarie dei giornali che sulle riviste patinate di arte e lusso: l’attenzione era tutta per l’accordo raggiunto in seno al Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria che nella città elvetica ha sede, piuttosto che per la manifestazione di arte contemporanea…

Anche quest’anno siamo stati prontamente informati dai telegiornali di Capodanno sui primi nati del 2011, festeggiati a Ostia e a Roma. Quasi in contemporanea, invece, l’economia europea festeggiava -piuttosto in sordina, per la verità- l’ultima morte del 2010, quella della Corona Estone. La ex-provincia sovietica, infatti, da quest’anno ha adottato l’Euro come propria valuta nazionale….

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