Il valore economico della Gratuità

Tibor Scitovsky nel celebre volume “Economia senza gioia” affermava che  «Il nostro benessere economico è in costante aumento, tuttavia il risultato è che noi non siamo più felici». L’idea principale è costituita dalla distinzione tra beni di comfort e beni di creatività. I beni di comfort danno un piacere immediato, ma la soddisfazione che conferiscono è estremamente evanescente e fugace. I beni di creatività, invece, hanno la caratteristica opposta: pur richiedendo un sacrificio iniziale, la soddisfazione di cui si può beneficiare tende ad aumentare con il passare del tempo.

Nelle società occidentali, basate sulle dinamiche di mercato, le persone sono indotte a indugiare troppo sui comfort poiché le economie di scala impongono i gusti della maggioranza all’intera società, e quando la maggioranza sacrifica la creatività per il comodo (ma noioso) comfort, la minoranza “consapevole” fa molta fatica a uscire dalle secche del consumismo, e la maggioranza “comoda e triste” galleggia perennemente in uno stato di infelicità sazia e annoiata. In altre parole, il consumo di beni confortevoli, creando fenomeni di dipendenza, aumenta notevolmente il “costo”

richiesto per cambiare stile di vita, che quindi tende ad auto-rafforzarsi, nonostante provochi stati di noia e renda la vita insipida.

Scitovsky, rivolge una dura critica all’american way of life, denunciando con efficacia gli esiti paradossali di un assetto socio-economico centrato sul consumo di beni di comfort (parchi di divertimento, centri commerciali, spettacoli televisivi …), che quindi sacrifica i beni di creatività.

Nelle pagine di Scitovsky si trova invece una certa nostalgia per la sua vecchia Europa (era di origine ungherese), per una tradizione orientata alla communitas e meno all’anonima società di mercato. Dopo trent’anni dalle considerazioni di Scitovsky, però, dobbiamo registrare che la distanza tra cultura americana e europea si sta riducendo, e i beni di creatività, in particolare i beni relazionali, sono sempre più scarsi sui entrambi i lati dell’Atlantico.

Tibor Scitovsky  divide in due categorie di beni nell’economia contemporanea :

1)    i beni individuali di confort danno stimolazioni immediate, sensazioni piacevoli di breve periodo ma la soddisfazione che conferiscono non si protrae nel tempo (utilità marginale decrescente), di conseguenza l’individuo procede ad effettuare nuovi acquisti per rinnovare la sensazione di utilità

In tutti i Paesi del mondo il numero di ore trascorse davanti alla televisione è inversamente proporzionale all’indice di felicità

2)    I beni di relazionalità hanno le caratteristiche opposte: la loro utilità marginale è crescente. Quanto più se ne fa uso, tanto più arrecano benessere. In molti casi i beni relazionali non si deteriorano con l’uso e quindi non è necessario procedere a nuovi acquisti

Continua…

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