Trasparenza dei partiti, la legge affossata al senato

A parole molti la vogliono, ma anche la legge sulla trasparenza dei partiti rischia di restare l’ennesima incompiuta della XVII legislatura, in buona compagnia della riforma elettorale e dello ius soli. Approvata alla camera a giugno 2016 sotto la forte spinta del Pd, è ferma da 15 mesi in commissione affari costituzionali del senato. La stessa commissione dove è incardinato il ddl sui vitalizi, che ieri ha assorbito tutta la seduta sotto il carico di accuse di incostituzionalità e inopportunità che giungono sotterranee anche dal pd. Criticità, quelle della riforma dei vitalizi, che lo stesso relatore e presidente della prima commissione, Salvatore Torrisi (Ap), ha evidenziato e che richiederanno, hanno concordato i senatori della prima commissione, almeno due settimane di audizioni prima che i lavori entrino nel vivo. Del ddl sulla trasparenza dei partiti non si è parlato e difficilmente se ne riparlerà entro fine mese.

Alla camera la legge era stata approvata a larga maggioranza, frutto dell’unificazione di 22 testi firmati tra gli altri da Sel, Pd, Fi, Ap, M5s. Relatore il renziano Matteo Richetti. «Avremo regole stringenti sulla trasparenza dei finanziamenti (con obbligo di comunicazione per cifre superiori ai 5 mila euro), sui regolamenti interni, su chi è il titolare del simbolo, sulle modalità di selezione delle candidature, sugli iscritti. Tutte norme che se violate implicano sanzioni importanti», diceva nel 2016 Marina Sereni, vicepresidente Pd della camera, «le direttive imposte dalla legge varranno per tutti, partiti o movimenti, che si presentano alle elezioni. Servono per evitare le degenerazioni a cui abbiamo assistito, nella poca trasparenza dei finanziamenti ma anche in quella delle decisioni». Un riferimento chiaro al Movimento5stelle. Quando di trasparenza si riprenderà a parlare, c’è da sbrogliare la matassa degli emendamenti, alcuni puntuti come quello a firma dell’ex tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, emendamenti che se approvati richiederanno il ritorno del testo alla camera. E la legislatura è agli sgoccioli.

 di Alessandra Ricciardi 

(Italia Oggi – 14/09/2017)

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