Pubblicato il nostro Primo Rapporto sul Rating dei Comuni

È stato appena pubblicato il nostro libro “Come rendere efficienti e trasparenti le Amministrazioni Pubbliche – Primo Rapporto sui Comuni tra luoghi comuni e sorprese” (Rubbettino Editore).

Riportiamo di seguito la prefazione scritta da Giovanni Bazoli.


Il Rapporto sul Rating Pubblico dei Comuni è un viaggio tra gli stereotipi e i problemi annosi che affliggono i Comuni italiani. Un viaggio che può presentare tratti divertenti, ma è sempre attento a individuare dati e a informare i cittadini, in quanto mirato più che alla cronaca dei fatti al miglioramento della macchina pubblica ai suoi vari livelli.

Uno dei meriti principali del Rapporto è quello di riuscire a conciliare il punto di vista dell’addetto ai lavori con quello del cittadino, grazie a un linguaggio semplice e al tempo stesso rigoroso, perché basato su dati e informazioni elaborati con metodo scientifico. Si tratta di un approccio innovativo, che parte da un’evidenza troppo spesso ignorata in Italia: ancora oggi manca una fotografia completa dell’universo PA e quindi prima ancora di una terapia, si rende necessaria una diagnosi.

È quello che cerca di fare il Rating Pubblico, su cui il Rapporto si fonda, analizzando non solo i dati di bilancio dei Comuni, come fanno i Rating delle Agenzie Internazionali, ma anche i dati qualitativi, quali la governance, la gestione del personale, i servizi offerti, la trasparenza e l’integrità della gestione degli appalti, la sostenibilità ambientale. Un’analisi completa dei Comuni, che, a differenza di quelle esistenti, non si focalizza su aspetti parziali quali il profilo economico-finanziario o l’ambiente, né sulla percezione e gradimento della comunità locale.

Un altro aspetto innovativo del Rating Pubblico è l’adozione di un punto di vista sinora trascurato: quello degli stakeholders della Pubblica Amministrazione. Si tratta principalmente di cittadini e imprese, da considerare non solo utenti, ma anche “finanziatori” della macchina pubblica attraverso il prelievo fiscale. In un’epoca di progressiva diminuzione delle risorse pubbliche, le PA hanno il dovere di rendere conto di quanto spendono e, soprattutto, di come e per cosa spendono. La trasparenza non basta: è necessario che i Comuni imparino a rendere conto del loro operato, in base al concetto di accountability senza la cui attuazione sarà impossibile ricostruire la fiducia verso le Istituzioni e contrastare il clima di crescente antipolitica.

Il Rapporto contribuisce a realizzare questo cambio di passo fornendo agli stakeholders uno strumento concreto per conoscere il loro Comune, sapere come funziona e, soprattutto, effettuare quella sorta di monitoraggio diffuso sulla prevenzione della corruzione tramite cui recenti norme hanno voluto supportare il lavoro dell’Anac. In altri termini, il Rating Pubblico è uno strumento di partecipazione effettiva e positiva, attraverso il quale i cittadini possono passare dalla critica sterile sulla burocrazia alla proposta costruttiva e alla condivisione della decisione pubblica.

Il Rapporto è uno strumento utile anche per le Amministrazioni: attraverso una classifica dei Comuni scelti a campione viene individuato un benchmark, ovvero un primo classificato da prendere a modello. L’obiettivo finale è quello di innescare un meccanismo di incentivi/disincentivi che premi i Comuni più virtuosi e penalizzi quelli inadempienti. Solo così la spending review, evocata a fasi alterne nel nostro Paese, potrà evitare tagli lineari ed essere finalmente impostata su criteri meritocratici.

In questo modo, il Rapporto contribuisce a creare una sana concorrenza reputazionale tra Amministrazioni locali, sia mettendo a confronto il rispettivo livello di trasparenza, performance e prevenzione della corruzione, sia evidenziando i punti sui cui ogni Amministrazione deve intervenire per migliorarsi, anche in vista del Rapporto annuale successivo.

Infine, è in controtendenza la grande passione per il “pubblico” che traspare dalle pagine del Rapporto: gli ideatori del Rating Pubblico, prima ancora che valutatori della macchina pubblica, ne sono convinti sostenitori. Senza di essa – ripetono – nessuna inclusione sociale e nessuno sviluppo economico sarà possibile: i cittadini devono, perciò, pretendere che la macchina pubblica funzioni e spenda bene i loro soldi, in tal modo restituendo alla parola “pubblico” il suo significato originario che, secondo la Costituzione, è quello di perseguire il bene comune.

Link per l’acquisto: 

EAN: 9788849851250

ISBN: 8849851251

 

 

 

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