Un foglio excel per fermare appalti truccati

Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e imprese viene spesso associato dall’opinione pubblica alle notizie di tangenti e appalti truccati. Se è vero che le procedure vigenti non agevolano un’interazione sana tra le due parti, lo è anche che una maggiore trasparenza sarebbe l’antidoto più efficace.

In questo ambito, trasparenza significa che gli stakeholders sono messi in grado di trovare risposta a queste poche e semplici domande:

  • Quante sono le forniture, i lavori e le prestazioni professionali che il Comune assegna con procedura di affidamento diretto e quante quelle con gara di appalto?
  • Negli appalti ricorrono nomi di imprese aggiudicatarie con una insolita?
  • Le imprese fornitrici vengono pagate nei tempi previsti?
  • L’Autorità Nazionale Anti-Corruzione ha riscontrato irregolarità?

Se i dati che servono a rispondere a queste domande non sono accessibili, è improbabile avviare una prevenzione seria della corruzione.

Al momento, l’unica risposta possibile è alla terza domanda. Il decreto 33/2013, infatti, con l’articolo 33 ha introdotto l’obbligo di pubblicare “con cadenza annuale, un Indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato Indicatore di tempestività dei pagamenti”. Grazie a questa semplice norma, tutti i Comuni del campione hanno iniziato a rendere noto in quanto tempo riescono a pagare i fornitori.

Perché, allora, non aggiungere nella norma l’obbligo di pubblicare anche le informazioni necessarie per rispondere alle altre domande? Basterebbe che i Comuni pubblicassero un foglio excel contenente informazioni sulla tipologia di appalto (gara o affidamento diretto), sul nome dell’impresa assegnataria, sull’ importo del bando e sulla data di assegnazione.

Tutto questo, in verità, costituisce già un obbligo di pubblicazione ai sensi del decreto 33/2013, che, all’articolo 37, impone alle PA di pubblicare “le informazioni relative alle procedure per l’affidamento i opere e lavori pubblici, servizi e forniture”. L’attuazione che ne è stata fatta dai Comuni e dalle PA in generale, però, è desolante.

 

© 2013 Fondazione Etica.
Top