Nota dell’Autrice

Letizia Cariello
A cena con Timeo

2005
Legno, acciaio, materasso, oggetti
cm 160x250x160

E chi vivesse bene il tempo che gli spetta, tornando di nuovo nella dimora dell’astro a lui affine, vivrebbe una vita felice e ordinaria: se invece sbagliasse in questo, nella seconda generazione si muterebbe nella natura di donna; e se neppure in queste circostanze facesse cessare la sua cattiveria, a seconda della sua malvagità, si muterebbe di continuo in una natura ferina tale da somigliare al vizio che in lui si fosse generato, e mutando in questo modo non cesserebbe dalle sue pene se non quando, lasciandosi trascinare dal periodo del medesimo e del simile che è in sé, e dominando con la ragione la gran massa che si fosse venuta a generare sul suo essere, costituita di fuoco, di acqua, di aria, e di terra, una massa tumultuosa ed irrazionale, non giungesse nella specie della prima ed ottima condizione. “Platone, Timeo”

Timeo è uno dei protagonisti di uno dei dialoghi di Platone: un invito a cena di Socrate viene ricambiato da quattro personaggi, Ermocrate, Crizia, Timeo e un misterioso ospite assente, che allestiscono per lui un “banchetto imbandito di discorsi”.

Dopo avere delineato lo Stato ideale (Repubblica, di cui il Timeo rappresenta un’ideale continuazione), Stato in cui le donne, per meritare di assumere delle mansioni pari a quelle degli uomini, in guerra e nel resto della vita, devono armonizzarsi agli uomini e divenire somiglianti a loro, i tre ospiti sono chiamati a donare pensieri filosofici.

Il dono che porta Timeo da Locri, filosofo e magistrato, esperto di fenomeni celesti, è costituito da riflessioni sulla natura dell’universo e dell’uomo, cosmogonia e cosmologia..

La cena è momento di riunione e dibattito, di pausa e di scambio.

Così A Cena con Timeo è il momento del dono: ciascuno dei partecipanti al seminario ha portato pensieri e riflessioni, oggetti e memorie.

A cena con qualcuno: momento piacevole è il vedersi a cena. La fine della giornata, il momento dell’abbandono. Dietro una cena c’è sempre qualcuno che, la cena, la prepara: nelle famiglie, in genere, è la donna. Attorno alla cena si riunisce la famiglia, si riuniscono gli amici. La cena sta alla giornata come i due punti a una lunga frase.

Timeo prepara il suo dono con gli ingredienti della scienza, della filosofia, della meraviglia, dell’immaginazione. Una cena si fa con i cibi. Da una parte l’universo, la creazione delle stelle, la natura umana, l’uomo, la donna, le malattie, le passioni, la vita. Dall’altro la farina, le uova, la pasta, la carne, i pomodori.

La donna: per Timeo, per Platone, la donna è la trasformazione dell’uomo che ha agito male, che non ha dominato le sue passioni , che non ha vissuto bene il suo tempo e che ha diritto a un’altra vita ma con meno possibilità, tormentato, privo di serenità. E’ l’uomo che si reincarna in donna che si reincarna in animale. E’ l’uomo in attesa di miglioramento, una parentesi piena di possibilità. E’ movimento e trasformazione.

A cena con Timeo può essere letto come spazio per l’incontro, come cena e banchetto di pensieri ed esperienze, come disegno di un luogo mobile in potenza.

A cena con Timeo si presenta come alcova viaggiante, che prende spunto da esperienze dell’artista per ribaltarsi in una sorta di vissuto collettivo, reso pubblico dalla concretizzazione di riflessioni private che trovano una loro materialità negli oggetti “donati” al progetto dalle donne che hanno partecipato agli incontri. A cena con Timeo è il luogo della riflessione, del riposo, del tempo trascorso in un ambiente (domestico? di lavoro?), ed è il luogo del movimento possibile, della trasversalità delle attività possibili.

E’ una lavoro nato da una riflessione sul lavoro delle donne, ma che si è mosso, poi, sui binari della costruzione di spazio del possibile, della realizzazione (o del ritrovamento) di archetipi di luoghi e di strumenti per misurare il tempo del quotidiano, della rappresentabilità dell’esperienza emozionale.

© 2013 Fondazione Etica.
Top