Caritas e Confindustria con noi su efficienza e trasparenza

ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI, CARITAS DIOCESANA E FONDAZIONE ETICA

siglano un protocollo di intesa a Grosseto

e chiamano a parteciparvi

imprese, cittadini, banche, associazioni di categoria, no-profit

 

  1. Perché le riforme della PA hanno fallito

È dal secondo dopoguerra che sentiamo parlare di riforma della Pubblica Amministrazione, eppure molto poco sembra essere cambiato.

Perché? Perché tutti commettono lo stesso errore: cercare di cambiare la PA da dentro.

Questo approccio non ha mai funzionato e, dunque, serve cambiarlo, partendo dagli azionisti della PA

  1. Una riforma a norme zero

La riforma della PA non può avvenire con nuove norme. Buone norme ci sono già, varate nel tempo, e le PA devono solo attuarle.

Dunque: evitare nuove leggi, riordinare quelle esistenti, semplificare il quadro di riferimento complessivo.

  1. Incentivi e disincentivi

Se neppure le leggi sono riuscite a convincere le Amministrazioni Pubbliche ad essere trasparenti ed efficienti, come è possibile riuscirci dall’esterno?

Con un sistema di incentivi e disincentivi, che premi le Amministrazioni virtuose e penalizzi quelle non virtuose.

Sino ad oggi le PA non avevano alcun vantaggio a fare meglio: tutte, infatti, hanno continuato a ricevere trasferimenti statali a prescindere dalla propria performance.

L’unico incentivo davvero convincente è che lo Stato dia più risorse finanziarie alle Amministrazioni che funzionano bene e meno a quelle che dimostrano inefficienza. Oppure, Cassa Depositi e Prestiti potrebbe accordare loro tassi più o meno vantaggiosi sui finanziamenti.

  1. Il Rating di Sostenibilità per valutare le PA

Come si fa a valutare quali sono le PA più meritevoli?

Con uno strumento usato da tempo sui mercati mondiali per valutare le aziende: il Rating. In base ad esso gli investitori decidono dove e quanto investire.

Da tempo ai Rating solo finanziari si sono affiancati altri più completi, detti Rating di Sostenibilità, che usano criteri non solo economici e finanziari, ma anche qualitativi, come la governance, il rapporto con i cittadini, con le imprese, con l’ambiente. Perché non fare lo stesso con le Pubbliche Amministrazioni?

  1. Premiare le PA virtuose spendendo meno e meglio

Il Rating di Sostenibilità consentirebbe allo Stato di dotarsi di una bussola per muoversi tra le Amministrazioni: grazie ad esso, potrebbe verificare, ad esempio, quali sono le Regioni più virtuose, non in astratto ma nelle condizioni date.

Ciò consentirebbe anche di agire sulla spesa pubblica: dotarsi di una macchina pubblica trasparente ed efficiente significa anche spendere meno e meglio.

  1. Il ruolo fondamentale degli stakeholders

È chiaro che l’adozione di un Rating di Sostenibilità richiede molto coraggio politico da parte di Governo e Parlamento, ma anche da parte di cittadini, imprese, banche. Perchè? Perché si tratta di cambiare modo di pensare e cominciare a fare qualcosa di costruttivo in prima persona. Come? Contribuendo a costruire, diffondere e utilizzare il Rating Pubblico del proprio Comune e della propria Regione

  1. I benefici del Rating di Sostenibilità

Tra i benefici che il Rating può portare, nel tempo:

  • premiare il merito e penalizzare l’inefficienza nelle PA,
  • rendere conveniente la trasparenza,
  • prevenire la corruzione,
  • spingere le Amministrazioni all’efficienza,
  • risparmiare denaro pubblico e spenderlo meglio,
  • liberare risorse finanziarie da destinare alla crescita.

Non è una proposta per il futuro, ma un progetto già avviato, uno strumento subito utilizzabile da tutti.

Partecipa anche tu: dai il tuo contributo di idee e informazioni, compilando questo modulo.

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