Beni pubblici disponibili

Il nostro sostegno alla battaglia per il recupero dei beni pubblici in disuso avviato da Cittadinanzattiva al momento ha prodotto una modifica importante dell’art.24 del decreto Sblocca Italia, che, dopo l’approvazione alla Camera, allarga la possibilità di intervento dei cittadini anche sul decoro urbano e, soprattutto, consente il recupero ed il riuso di aree e beni immobili inutilizzati. Di fatto, viene riconosciuto al cittadino un ruolo più attivo e qualificante, come previsto dall’ultimo comma dell’articolo 118 della Costituzione, e concessa la possibilità, attraverso l’iniziativa del singolo o dell’associazione, di valorizzare, riqualificare e disporre del bene pubblico, a favore dell’interesse generale ed a tutela delle fasce più deboli. Ma resta ancora molto da fare, stante la mancata approvazione delle modifiche all’art. 26 del suddetto decreto. Infatti, in continuità e coerenza con la logica di ampliare gli spazi di intervento e partecipazione attiva, era stato proposto di concedere al cittadino o associazione di cittadini, la possibilità di presentare progetti all’amministrazione comunale o di partecipare alla definizione e valutazione di quelli maggiormente aderenti alle reali esigenze aspettative della comunità.

Di seguito proponiamo un raffronto tra testo originale degli articoli in questione, testo – come da proposta di Cittadinanzattiva – dell’ordine del giorno presentato da Gregorio Gitti e, infine, il testo approvato alla Camera.

Qui il testo completo

© 2013 Fondazione Etica.
Top