Gregorio Gitti

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Pavia, è Professore ordinario di Diritto Privato all’Università Statale di Milano.

Membro della Direzione della Rivista di diritto privato e del Comitato editoriale della Rivista di diritto civile, è autore di numerose pubblicazioni.

Tra i volumi: “Contratti regolamentari e normativi”, Cedam, 1994, e “L’oggetto della transazione”, Giuffrè, 1999; curatore del volume “L’autonomia privata e le autorità indipendenti. La metamorfosi del contratto”, il Mulino, 2006. “Il terzo contratto”, il Mulino, 2008.

Avvocato, è Managing Partner dello Studio Legale Gitti Raynaud and Partners, specializzato in sede giudiziale e stragiudiziale, nell’ambito del diritto civile, commerciale, societario, dei mercati finanziari e bancari.

E’ stato Fondatore di “Governare per”; Fondatore e Presidente dell’”Associazione Nazionale per il Partito Democratico”, del “Comitato Parte Civile” e di “Liberalitalia”; Promotore del “Comitato Nazionale per il Referendum sulla legge elettorale”. Ha inoltre presieduto seminari e convegni sulla riforma della politica in Italia, sulla legge elettorale, sulle riforme costituzionali.

Nel 2013 è stato eletto alla Camera dei Deputati.

 

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La riaffermazione del primato del partito come prioritario centro di aggregazione di interessi determina l’opportunità di rimarcare la distinzione tra partito e gruppo di interesse anche sul piano formale della definizione e della disciplina giuridica del partito.

È giusto che i partiti in quanto libere associazioni possono darsi lo statuto che ritengono più opportuno nel rispetto della legge. Ma in questo contesto i finanziamenti pubblici possono essere usati come incentivo:

Eppure avevano detto di sì. La nostra proposta di legare il finanziamento pubblico dei partiti al rispetto di determinati requisiti era stata accettata pubblicamente dai principali partiti, Pd, Udc e Pdl.

Ad osservare quanto sta accadendo sulla scena politica italiana si ha l’impressione che si stia giocando una di quelle partite di campionato irrilevanti ai fini della classifica.

(…) L’ultima volta che lo vidi, mi fece una raccomandazione, serio, dopo aver riso sulla malattia e sull’“ultima sigaretta”, come quella di Zeno Cosini: “non bisogna rassegnarsi”.

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