Partiti, regole sui soldi. Il sì di Franceschini

La battaglia di Gitti

da Corriere della Sera, 8 aprile 2009

ROMA – Una legge quadro per applicare l’ articolo 49 della Costituzione, riconoscere i partiti come soggetto giuridico e subordinare i finanziamenti pubblici al rispetto di alcuni criteri. È la proposta lanciata ieri durante un convegno organizzato dalla Fondazione Etica e subito appoggiata dal segretario del Pd Dario Franceschini e dal leader dell’ Udc Pier Ferdinando Casini. La premessa, illustrata dal giurista Gregorio Gitti, è la scarsa democrazia interna dei partiti, che scontano «una concezione proprietaria o carismatica»: «Difendere il ruolo dei partiti vuol dire anche difendere la democrazia interna e la possibilità di selezionare la classe dirigente». E per far questo è necessario che i partiti si diano delle regole. «Serve una legge quadro – ha spiegato Franceschini – che stabilisca, lasciando grande libertà, alcune regole base: trasparenza, certificazione dei bilanci, rispetto delle minoranze, quote rosa e quote alla formazione». Casini condivide e ricorda il suo esordio: «A 27 anni, nel 1983, fui il parlamentare che denunciò la spesa elettorale più alta. Fu uno scandalo: gli altri non denunciavano nulla». Casini chiede chiarezza: «La politica costa. Ma ricordo anche l’ anomalia di Berlusconi e la necessità della par condicio e della democrazia interna».

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