Senza equità non c’è sviluppo

 

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Non è una “roba da preti”, una cosa che “sarebbe bello se, ma non su questa terra”: l’equità è una cosa molto concreta, la premessa dello sviluppo di una comunità, grande o piccola che sia, la condizione imprescindibile di una crescita sana, dal punto di vista economico, politico e sociale.

Ecco perché le parole pronunciate da Padre Cantalamessa il Venerdì Santo suonano più politiche delle tante, vuote, menzionate dai leader alla moda del momento in tutto il mondo. Parole rese credibili da chi – Papa Francesco in primis – dà loro un significato ogni giorno con la propria vita, rendendole perciò stesso credibili.

“La crisi finanziaria che il mondo ha attraversato e che questo Paese sta ancora attraversando, non è dovuta in buona parte all’esecranda bramosia dell’oro da parte di alcuni pochi? Dice niente questo a certi amministratori del denaro pubblico?…Non è già scandaloso che alcuni percepiscano stipendi e pensioni cinquanta o perfino cento volte superiori a quelli di chi lavora alle loro dipendenze e che alzino la voce quando si profila l’eventualità di dover rinunciare a qualcosa, in vista di una maggiore giustizia sociale?”

Null’altro da aggiungere, se non che lì è la chiave di volta per un vero nuovo “ordine mondiale”. Nulla di retorico, ma una denuncia potente. O le classi dirigenti di tutto il mondo trovano il coraggio di agire seriamente sull’equità, oppure le loro continueranno ad essere chiacchere al vento.

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