La vittoria di Silvio

Autore:

index

La decadenza di Berlusconi alla quale stiamo assistendo certifica la sconfitta della politica: nessun leader, nessun partito, è riuscito a vincere politicamente il cavaliere in modo definitivo. È toccato alla magistratura costellare la sua scesa in campo di processi e condanne, sino al colpo finale della consegna ai servizi sociali. E questo spiega più di mille parole l’ascesa dei nuovi leader che si sono affacciati sulla scena politica, da Grillo a Renzi: come Silvio vent’anni fa, anche loro sono l’unico motivo di attrazione del consenso dei rispettivi movimenti/partiti. Senza Grillo il movimento 5 Stelle non sarebbe mai arrivato al 25%, così come senza Renzi il Pd non sarebbe tornato a superare i limiti della sufficienza cui si era sempre più avvicinato. Siamo onesti: chi voterebbe Pd alle prossime elezioni se restasse quello che è, un coacervo di vecchi arnesi della politica per lo più a connotazione fortemente conservatrice?

In questo si materializza la doppia vittoria di Berlusconi, la quale resisterà anche alla sua uscita di scena, quando sarà: aver messo al centro dell’attenzione di tutti e di tutto il leader, quasi che il partito fosse solo uno scomodo fardello, e – ancor peggio – aver privilegiato lo slogan alla spiegazione, la seduzione dell’oratoria alla concretezza dell’azione di governo, di fatto umiliando l’intelligenza degli elettori. Non era Berlusconi che andava combattuto, ma il modello politico che lui ha inventato e forgiato: nessuno, ancora oggi, è riuscito a batterlo su quel terreno. E ora che gli eventi giudiziari spingono il cavaliere ineludibilmente ai margini della scena pubblica non c’è più tempo per nessuno per dimostrare l’infondatezza del suo modello.

© 2013 Fondazione Etica.
Top