Tutti addosso

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È iniziato il tiro al piccione. Tutti addosso. Il discorso di Renzi al Senato? Troppo irrituale, troppo vuoto, troppo qualsiasi cosa. È francamente stucchevole l’inondazione di giudizi assolutisti e senza possibilità di appello espresso dagli opinionisti alla moda. Così come è altrettanto stucchevole l’attacco della cosiddetta minoranza democratica, quella che alza i toni, anche a ragione, ma poi arrivata sull’uscio di casa, ha paura e torna dentro, persino spavaldamente.

Il discorso di Renzi ha mostrato diversi punti deboli, ma è difficile credere che con un discorso diverso il coro di critiche non si sarebbe alzato lo stesso. E poi, a ben vedere, per gli Italiani avrebbe fatto molta differenza? Di sicuro non l’hanno fatta i discorsi di esordio di Letta o Monti, che pure sono stati molto più istituzionali.

Renzi non avrebbe potuto fare un discorso diverso nè usare toni diversi. E non solo perché “lui è cosi”, come qualcuno ha detto, ma perché questa è la sua forza: parlare in modo semplice, da uno che è nel palazzo ma parla a  quelli che stanno fuori dal palazzo, anzi che è lì solo per lavorare per loro.

Questa è l’ennesima dimostrazione che sono da cambiare le modalità di lettura della poltica: ci hanno già costretto a farlo Grillo e il suo Movimento. Allora, è meglio evitare di improvvisarsi sofisticati analisti politici: se la politica cambia, forse, può cominciare anche dal modo di giudicarla.

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