I prescelti

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L’euforia per Renzi non deve far perdere la lucidità neppure ai suoi più ferventi sostenitori. Siamo sinceri: la segreteria che ha scelto è deludente. Ha rispettato le appartenenze di corrente, con la novità di mettere dentro solo giovani e carine, e fin qui, per carità, nulla di male. Il limite è nel loro spessore, particolarmente  in termini di competenza. Non basta essere un avvocato per fare il responsabile nazionale giustizia. Così come non basta essere del Sud per occuparsi di sud e mafia. Né può essere credibile come esperta di lavoro chi è stata cooptata dall’università nel mondo del lavoro direttamente sui banchi di Montecitorio. A parte l’organizzazione con il fedelissimo Lotti, l’unica scelta veramente azzeccata è quella del civatiano Taddei all’economia.

Non c’è da essere troppo severi, però. La rivoluzione neppure Rezi è in grado di farla tutta subito. Speriamo, perciò, che il suo primo atto di nomina sia stato dettato dall’ebbrezza della vittoria.  Anche se, va
detto, l’ebrezza deve essere durata un po’ più a lungo, vista la direzione nazionale che ha scelto subito dopo.

Insomma, Renzi sarà anche un rottamotare ma come rivoluzionario è ancora molto cauto. Si direbbe ancora un po’ “old style”. Vedremo nel prosieguo.

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