L’ennesima delusione per i contribuenti onesti

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Pubblichiamo volentieri alcuni stralci della lettera ricevuta da un imprenditore:

Sono un imprenditore che da trentanni fa il suo dovere di cittadino contribuente. E non solo perchè lo dice la legge, ma perchè sono orgoglioso di dare il mio contributo al buon funzionamento di un ospedale, di un asilo e in genere di quei servizi di cui io stesso usufruisco.

Scopro ora che la legge di stabilità approvata al Senato abbia portato l’Ires per aziende come la mia dal 27 al 36% . Per me sono un sacco di soldi in più di dividendo al mio socio occulto che è lo Stato. E questo vuol dire che devo rinunciare ad almeno un progetto che avrebbe creato nel breve 20 posti di lavoro.

Perchè ancora denaro sottratto allo sviluppo, a quella parte del Paese che ancora resta qui a combattere, invece di andarsene in altri Paesi? Denaro che va a perdersi nella voragine di una spesa pubblica senza controllo.

E dovrei ancora credere nella politica?

Ci sarebbe piuttosto da augurarsi che l’Italia venga presto commissariata e  che, magari, il commissario sia un signore svedese che non parla una parola di italiano ma segue solo la logica dei numeri. Sarà sempre meglio delle parole al vento di tanti nostri politici.

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