Lettera al Ministro

Senato - Informativa del ministro Cancellieri sul caso Ligresti

Caro Ministro Cancellieri,

Lei ha detto di voler vivere in un Paese libero. Anche noi, che però vorremmo vivere anche in un Paese in cui l’autorevolezza delle Istituzioni viene salvaguardata, in primis da chi le rappresenta.

Invece, sappiamo che un Ministro della Repubblica italiana – oltretutto a capo di un Ministero importante come la Giustizia – ha telefonato ed espresso parole imbarazzanti di solidarietà ad esponenti della famiglia Ligresti sottoposti a misure di custodia cautelare.

Lei ha certamente il diritto di telefonare a chi vuole, ma solo dopo essersi dimessa da Ministro. Il ruolo che Lei ha l’onore di ricoprire esige comportamenti specchiati e quello da Lei tenuto con quelle telefonate è quanto meno inopportuno. Che esse non costituiscano un reato non vuol dire affatto che non abbiano intaccato la sua credibilità pubblica. Tanto più che adesso le telefonate sembrano essere diventate almeno tre: se per una o due poteva ancora appellarsi ad una sorta di ingenuità personale, dovuta all’amicizia che La lega ai Ligresti, ora di ingenuo pare esserci rimasto davvero poco nel Suo comportamento.

Allora, prima che vengano divulgati altri dettagli di questa vicenda, compia un gesto di generosità verso le Istituzioni che rappresenta, proprio di chi pensa di averle sempre servite con integrità: si dimetta. Tanto più se ritiene di non avere colpa.

Se, invece, Lei volesse insistere nella difesa ad ogni costo delle Sue ragioni, ci auguriamo che sia il premier a convincerLa. Lo già ha fatto, per molto meno, con il Ministro Idem e non farlo ora anche con Lei getterebbe un’ombra anche su di lui e sul Governo.

Una volta dimessa, anche Lei sarà finalmente libera di difendersi, come ha diritto di fare. Intanto, però, avrà dimostrato di non volersi sottrarsi alla responsabilità che un ruolo pubblico comporta.

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