Alitalia: chi paga?

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La riposta sembra scontata: per Alitalia pagheranno i cittadini. Ma stavolta non dovrebbe essere così, se è vero che l’Italia ha trovato –come assicurano da destra a sinistra dell’arco parlamentare – un governo degno di questo nome.
Gli italiani hanno già pagato, moltissimo, pochi anni fa. La vicenda è, purtroppo, nota: per non lasciare la compagnia di bandiera in mani straniere, vennero chiamati a raccolta alcuni imprenditori italiani disposti a investire capitali in una new company, mentre i debiti venivano scaricati su una bad company a carico della collettività.
Adesso, come se nulla fosse, l’organo amministratore di Alitalia dichiara con disinvoltura che l’azienda è prossima ormai alla bancarotta. Prima di capire se e come sia possibile evitarla, occorre che chi ne ha i poteri chieda conto della gestione della compagnia negli ultimi anni. Chi sono i responsabili di questa ennesima operazione fallimentare? Davvero si può ancora sostenere che l’abbia voluta l’ex premier Berlusconi, senza citare almeno le banche che dal salvataggio hanno tratto indubbi benefici in termini di crediti che altrimenti sarebbero sfociati in sofferenze?
Possibile che nessuno abbia controllato i conti prima di tornare a questo punto?
Non creda il governo di liberarsi del problema svendendo Alitalia ad Air France: con quanto ci è costata, Alitalia è anche un po’ nostra. Né pensi di chiedere altri sacrifici agli Italiani prima di mostrare, qui sì, rigore e severità verso chi ha sbagliato, nella compagine societaria che amministrativa dell’azienda.
Il governo ha la sua occasione: contiamo che non la perda. Non anche questa.

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