Scelta Civica ci riprova

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Scelta Civica riparte. Dopo il sonno degli ultimi mesi, ha chiamato a raccolta a Caorle i suoi parlamentari e gli aderenti rimasti. Non molti, per la verità: i litigi “romani” tra gli eletti hanno assorbito troppe energie del giovane partito e raffredato molti fan in periferia. A dimostrazione che anche i prof, gli avv e i dott litigano. Mica solo i politici di professione e di bassa lega.
Poichè al Governo, come ha ammesso lo stesso Monti, continua a non essere affatto essenziale, Scelta Civica deve aver pensato nella pausa estiva che è meglio cominciare a preoccuparsi dei territori, tentando un radicamento tardivo, ma con un’ultima chance di riuscita. Senza di questo, il soggetto politico nato sul nome di Monti rischierebbe di non raggiungere la soglia del 4% alle prossime elezioni europee, il che significherebbe un fuggi fuggi generalizzato dalle sue file, romane e non.
A Caorle, insomma, l”intenzione è parsa buona. Ora, però, che il sipario lì è calato, anche con un discrreto successo di presenze e apprezzamenti, il club aristocratico dei civici montiani scenda dal piedistallo su cui è stato troppo a lungo e vada tra i militanti ed elettori, ad ascoltare quelli che hanno ancora voglia di parlare e partecipare. Non servono altri convegni nè passerelle di ministri a legittimare un partito che viene percepito ancora come troppo “altolocato”. Solo ascoltando la sua base Scelta Civica sarà in grado di darsi un’identità e di ritrovare il senso della propria missione, che, pure, a gennaio c’era ed era potenzialmente dirompente.

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