Maurizio Mannoni intervista Gregorio Gitti

Maurizio Mannoni intervista Gregorio Gitti

Tg3 Linea Notte del 23/12/2008

Mannoni: “Saluto Gregorio Gitti, Avvocato, uno degli ulivisti della prima ora, possiamo definirla così. Adesso ha creato una Fondazione Etica, non a caso in questo momento in cui si parla tanto di questione morale anche dentro il Pd, sopratutto in questi ultimi giorni”.

Gitti: “Si, buonasera. Il progetto per la verità è stato pensato e preparato ormai da più di un anno; è quasi una coincidenza ma non una sorpresa questa attualità”.

M.: “Va bene. Ci spiegherà poi che cosa può fare una Fondazione Etica e quali sono le sue idee per combattere molte delle questioni che stanno agitando la politica italiana”.

M.: “Gregorio Gitti è collegato con noi da Milano. Lei, ripeto, è stato uno degli ulivisti della prima ora, uno che ha dato impulso anche alla nascita del Pd; poi si è fatto un po’ da parte, mi pare di capire, proprio sui temi relativi alla questione morale. Perché, aveva capito qualcosa, c’era qualcosa che non andava? “.

G.: “Con molta sincerità bisogna dire che nel processo di costituzione del Pd, l’impulso che è stato dato da simpatizzanti, da quelli che erano classificati come società civile, gli appassionati come D’Alema li aveva definiti, ha avuto un ruolo assolutamente significativo. Basti pensare alle primarie del 2005 che avevano anche proposto una candidatura del premier Prodi su basi affatto diversa nella storia repubblicana in Italia. Ebbene, questo entusiasmo è stato gelato, cristallizzato, soffocato da una chiusura netta soprattutto a livello territoriale, direi anche al di là delle intenzioni del segretario nazionale. Il partito si è ossificato sui territori intorno ad un gruppo dirigente che è ormai sempre lo stesso da una ventina d’anni, a parte qualche innesto, qualche giovane funzionario che, come dire, non ha avuto l’esperienza probabilmente né professionale… .”.

M.: “… non c’è stata, insomma, quella apertura alla cosiddetta società civile e ad altri fuori dalla storia dei due partiti fondatori, come era negli auspici del Pd quando nacque, no? “.

G.: “Non siamo rimasti ai margini, siamo rimasti fuori. E’ come se avessimo partecipato alla costruzione di una casa, stavamo montando le tegole sul tetto, siamo tornati giù e le porte erano chiuse, sprangate: di noi non c’era bisogno”.

M.: “Ecco, e allora lei cosa fa, fonda una Fondazione Etica che sarà pure importante naturalmente, e senz’altro lo è; ma non ci sono un po’ troppe fondazioni, associazioni, ormai ciascun leader ha una sua fondazione. Non ci sarebbe invece bisogno di partiti veri, radicati? “.

G.: “Ma senz’altro.  Io non pongo questa iniziativa su un piano di iniziative che sono state create, appunto, intorno a dei gruppi di potere o a dei leader, come talune fondazioni. Siamo un’altra cosa. Non alternativi ai partiti. La nostra si pone come un’iniziativa non di partito ma di politiche pubbliche, come avviene negli Stati Uniti, con le Fondazioni di Public Policies. Per dare conto di questa di mia affermazione, posso dire cha tra i promotori ci sono persone di varia provenienza, formazione e anche di diverso orientamento politico.”

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