Mps e le toghe rosse di Berlusconi

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Sembra che in Italia siano rimasti solo la Gabanelli e i giornalisti di Libero a occuparsi ancora di Monte dei Paschi. Eppure, lo scandalo che ha coinvolto il terzo Gruppo bancario del Paese presenta proporzioni e risvolti allarmanti tali da non far apparire normale che i clamori si siano sopiti così presto. Ogni tanto torna qualche trafiletto di giornale, ma che riconduce comunque tutto all’interno della Banca, come se ogni responsabilità di quanto accaduto sia stato colpa di un manipolo di dirigenti, Mussari e Vigni in testa.
Possibile che lo scandalo della Banca intorno alla quale hanno ruotato politici di rango nazionale come D’Alema, Bassanini, Amato, Bindi, non abbia coinvolto, almeno alla larga, neanche un politico di seconda o terza fila? L’unico uomo di partitio ad essere caduto è il sindaco Ceccuzzi, in realtà solo ritiratosi un pò in disparte in attesa che si posino le ceneri dell’incendio senese. Ma per il resto suona davvero molto poco credbile che non sia uscita alcuna intercettazione in grado di travolgere la politica romana. Sarà certamente un caso, ma siamo sicuri che Berlusconi abbia poi tutti i torti a parlare di toghe rosse?

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